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Episodio di gennaio

Animali selvatici avvelenati a Gazzo: l’agricoltore ha mentito sulla sostanza utilizzata

L'uomo, 80enne, aveva sparpagliato un ingente quantitativo di mais avvelenato sui propri campi per uccidere le nutrie.

Animali selvatici avvelenati a Gazzo: l’agricoltore ha mentito sulla sostanza utilizzata
Cronaca Legnago e bassa, 02 Marzo 2021 ore 10:21

Si torna a parlare della strage di animali selvatici avvelenati il 18 gennaio 2021 da un agricoltore, residente in provincia di Mantova. L’uomo, 80enne, aveva sparpagliato un ingente quantitativo di mais avvelenato sui propri campi per uccidere le nutrie ma, secondo le analisi effettuate, ha mentito sulla tipologia di sostanza utilizzata.

Animali selvatici avvelenati a Gazzo Veronese

L’agricoltore aveva affermato di aver avvelenato il mais con il pesticida Coragen + Avaunt, che utilizzava per le viti e di cui aveva consegnato un flacone quasi vuoto. Il Comandante della Polizia Provinciale, Anna Maggio ha fatto chiarezza sulla vicenda affermando:

Non è stato il Coragen ad avvelenare la fauna selvatica a Gazzo Veronese. Il 18 gennaio scorso un agricoltore, residente in provincia di Mantova, aveva sparpagliato un ingente quantitativo di mais avvelenato sui propri campi per uccidere le nutrie, ma il pesticida usato aveva provocato la morte di decine di altri esemplari di fauna selvatica, alcuni appartenenti anche a specie particolarmente protette. Poiché la zona risulta adiacente all’Oasi naturalistica del Busatello e lontana da qualsiasi via di comunicazione, anche ciclopedonale, il danno ambientale sarebbe potuto essere ancora più grave. Il fatto non ha avuto conseguenze peggiori grazie ad alcuni cacciatori dell’ambito territoriale 5 che, imbattutisi nelle carcasse, avevano subito dato l’allarme e collaborato con la Polizia Provinciale e la Protezione civile per la bonifica dell’area”.

Non è quello il pesticida utilizzato

Anna Maggio, Comandante della Polizia Provinciale ha puntualizzato:

“L’agricoltore aveva affermato di aver avvelenato il mais con il pesticida Coragen + Avaunt, che utilizzava per le viti e di cui aveva consegnato un flacone quasi vuoto.
Dopo un’attenta valutazione era apparso poco probabile che quello fosse il pesticida utilizzato, perché troppo costoso e di colore biancastro, mentre il mais rinvenuto nei campi si presentava di un colore verdastro. I risultati delle analisi sui campioni di mais e sulle carcasse degli animali, eseguite dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie di Verona, hanno ora evidenziato che il principio attivo del prodotto utilizzato è l’oxamyl e che questo risulta assente nel pesticida Coragen+Avaunt”.