Nella notte di lunedì 19 gennaio 2026, intorno alle 23,30, una sigaretta avrebbe innescato un incendio in una palazzina nel quartiere di San Michele a Verona, dove sono rimaste ferite tre persone, di cui due gravi.
Incendio in via Fedeli
Secondo una prima ricostruzione, l’incendio sarebbe stato provocato da una persona che si è addormentata con la sigaretta accesa all’interno di un appartamento di via Fedeli 69. Tuttavia, è ancora un’ipotesi da verificare.
Le fiamme hanno causato l’intossicazione di tre persone che sono state trasportate d’urgenza in ospedale, di cui una in codice verde e gli altri in codice rosso.
Di fatto, i Vigili del fuoco hanno fatto irruzione nell’appartamento, che era ormai invaso dal fumo, individuando due persone prive di coscienza riverse sul pavimento. Fortunatamente, i pompieri sono riusciti a trarle in salvo, affidandole alle cure dei sanitari. Nello specifico, ero una 50enne e un 40enne che attualmente sono ricoverati all’ospedale Borgo Trento.
In particolare, sul posto il Suem 118 è intervenuto con due ambulanze e un’automedica per un totale di otto veicoli.

Gli altri condòmini, circa 40 inquilini, erano rimasti bloccati all’interno della palazzina visto che le scale erano anch’esse state invase dal fumo. Infatti, i pompieri, per trarre in salvo le altre persone, hanno dovuto utilizzare delle maschere speciali che hanno permesso ai soccorritori di condividere l’aria pulita delle bombole con i condòmini, oltre a migliorare la visibilità.

Le operazioni di soccorso sono state coordinate dal Funzionario di Guardia dei Vigili del Fuoco.
Inoltre, sul posto erano presenti anche le pattuglie della Polizia di Stato e della Polizia Locale, che si sono adoperate per gestire la viabilità oltre a iniziare a studiare le possibili cause del rogo, nonostante sembra che sia stato causato dalla sigaretta di un fumatore.
I Vigili del fuoco hanno ispezionato l’appartamento, dichiarandolo inagibile a causa dei danni da fumo e da calore, mentre gli altri alloggi della palazzina non hanno subito danni. Di fatto, gli altri inquilini sono potuti tornare nelle rispettive abitazioni dopo 3 ore circa, mentre alcune persone con disabilità sono state affidate al personale sanitario per ulteriori controlli.