Verona

Appello di Sboarina e Gasdia ai parlamentari veronesi per chiedere di accogliere più persone all’Arena

Dall'ultimo dpcm i teatri all'aperto possono accogliere solo mille persone, a fronte delle 3mila che l'Arena potrebbe ospitare seguendo tutti i protocolli sul distanziamento sociale.

Verona Città, 25 Maggio 2020 ore 13:31

Il sindaco e presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina e il soprintendente Cecilia Gasdia hanno fatto un appello ai parlamentari veronesi per chiedere il sostegno nel salvaguardare la continuazione delle attività artistiche durante l’estate, vista le difficoltà di applicazione delle misure governative previste per i teatri.

L’appello di sostegno

Questa mattina, lunedì 25 maggio 2020, il sindaco di Verona, Federico Sboarina assieme al soprintendente Cecilia Gasdia, hanno invitato dei parlamentari veronesi all’interno dell’Arena per poter esporre loro le problematiche legate all’ultimo Dpcm che prevede che nei teatri possano accedere un massimo di 1000 persone. Tra i parlamentari che hanno risposto all’invito c’erano Alessia Rotta (PD), Vincenzo D’Arienzo (PD), Diego Zardini (PD) e Vito Comencini (Lega Nord). Francesca Businarolo (5 Stelle), Mattia Fantinati (5 Stelle), Vincenzo D’Arienzo (PD), Paolo Tosato (Lega Nord), Roberto Turri (Lega Nord), Vania Valbusa (Lega Nord), Massimo Ferro (Forza Italia), Stefano Bertacco (Fratelli d’Italia),  Ciro Maschio (Fratelli d’Italia). Oltre al sovrintendente  era presente anche il direttore generale Giuseppe De Cesaris e Marisa Allegrini del Consiglio di indirizzo di Fondazione Arena. Il sindaco, parlando delle problematiche, ha spiegato:

“Durante il mese di febbraio era iniziato il montaggio con il palco e la platea dopodiché c’è stato il Coronavirus e il cantiere si è fermato per poi essere riaperto nei giorni scorsi per smontare quello che era stato smontato. A partire delle settimane scorse abbiamo iniziato a voler accendere l’Arena, si sta pensando di fare un palco al centro oppure di far mettere giù il minimo per far lavorare gli artisti ma di mantenere il contatto con il terreno. Avevamo fatto un progetto per farci stare con i protocolli sanitari e con i distanziamenti, meno di 3mila persone ma, con l’ultimo Dpcm è stato introdotto il vincolo di non far entrare più di mille persone. La capienza dell’arena sarebbe di 13.500 persone e devo dire che già scendere a 3mila, dal punto di vista economico è difficile, arrivare a mille diventa una cosa difficile. Stiamo lavorando e ci siamo attrezzati, chiediamo a voi una sensibilizzazione rispetto a quello che è il numero delle persone”.

La lettera al ministro Franceschini

Il sindaco ha proseguito:

“Ho scritto una lettera al ministro Dario Franceschini dove ho puntualizzato che ci sono due caratteristiche fondamentali che negli anni abbiamo rilevato e diventa stringente rilevarlo, mi riferisco all’unicità e alla specificità del nostro anfiteatro. Noi siamo gli unici tra le fondazioni lirico sinfoniche dove buona parte del bilancio è determinata dal ricavo della vendita dei biglietti, l’altra specificità è che, a differenza delle altre fondazioni lirico sinfoniche che hanno l’apice nel periodo invernale e sono meno colpiti perché il virus è iniziato a fine stagione teatrale, noi invece lavoriamo d’estate. Sulla base di questo avevo messo sul tavolo la specificità dell’Arena, questa qualità, straordinarietà che ha maggior valore. Permane il vincolo del pareggio di bilancio a fine anno, capienza e pareggio di bilancio sono due questioni su cui chiedo di lavorare e ci sono delle caratteristiche uniche dell’anfiteatro che fanno emergere come Fondazione Arena, a differenza degli altri teatri ha un impatto unico sulla città. Parlo da chi all’interno lavora e passa agli alberghi, ristoranti, bar, negozi e tutto il resto. L’Arena è un volano unico nel panorama nazionale per la sua specificità rispetto agli altri bellissimi grandi teatri. Serve l’unione di intenti, non c’è una colorazione e un appartenenza, serve l’amore per la nostra Verona e per l’Arena”.

Molti i soldi versati allo Stato

Il soprintendente Cecilia Gasdia ha puntualizzato molto su come Fondazione Arena e l’Arena siano penalizzati:

“Vogliamo tutti insieme dare una continuità alla, Fondazione Arena e vogliamo lavorare con dignità ed evitare che la tenuta futura di Fondazione Arena passi attraverso il sacrificio parziale dei lavoratori a tempo indeterminato e totale da parte dei lavoratori a tempo determinato. L’Arena è la più penalizzata, produce il 90% del fatturato nei mesi estivi, dà lavoro a mille lavoratori ogni estate, produce 500milioni come indotto. Beneficia lo Stato, non solo dà indotto allo Stato di 3milioni di euro con la vendita dei biglietti e ci sono 75milioni di iva che vanno allo Stato. E’ bene riflettere sul fatto che da noi lo Stato prende moltissimi soldi, senza contare le imposte dirette”.

Contributi FUS diminuiti

Gasdia ha proeguito:

“L’Arena ha una storia unica nel mondo, quest’anno nonostante sia stato cancellato il contratto gli artisti si sono resi disponibili a venire a rimborso spese per tornare qui e darci una mano. Se non bastasse il Covid e il rischio pioggia che non ci fa dormire la notte, da cantante ultimi 10 anni posso dire che i Governi ci danno delle bastonate. Hanno diminuito il FUS man mano che crescono gli introiti dell’Arena, abbiamo bisogno di un aiuto ulteriore dato che siamo un teatro all’aperto. Dal 2014 ci hanno depredato del 40% su ogni serata per la parte del FUS produzione, sono svariati milioni di euro, siamo in causa col Ministero dal 2014. Questo mancare del denaro ha contribuito a portare Fondazione Arena a dover abbracciare la legge Bray, questo ha determinato a due mesi di cassa integrazione ai nostri dipendenti, con la cancellazione del corpo di ballo, saremo riusciti a gestire meglio tutto questo”.

Tre richieste specifiche

Il soprintendente Cecilia Gasdia ha concluso:

“Chiediamo quindi: aiutateci a comunicare alle istituzione per una deroga sui posti entro 3mila, abbiamo un protocollo sanitario precisissimo, molto disciplinato per far entrare 3mila persone. Fate presente del 40%, non dobbiamo andare per cause, il 40% ci sta discriminando da 6 anni. Prima era ingiusto ora i presupposti non ci sono più, non vorrei che si presentassero dei risvolti illegali. Possono darcelo con il fondo di emergenza di 245milioni che Mibat ha stanziato. Vi chiediamo di aiutarci di fare in modo che venga riconosciuta a Fondazione Arena una cifra superiore alle altre fondazioni perché è superiore il danno. I lavoratori sarebbero quelli più discriminati rispetto a tutti i lavoratori. Per favore coraggio e fermezza, abbiamo bisogno che venga riconosciuta l’unicità della Fondazione Arena, Filarmonico e Arena”.

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