Architetto: a Verona è sempre più un mestiere femminile

Verona è la terza provincia per architetti in Veneto ma se si guardano le donne architetto under 40 è seconda solo alla capolista Venezia

Architetto: a Verona è sempre più un mestiere femminile
Verona Città, 04 Luglio 2018 ore 09:55

Architetto: a Verona è sempre più un mestiere femminile.

Gli ultimi dati a Verona, in Veneto e in Italia

Secondo l’ultima analisi redatta i primi di giugno 2018, in vista del Congresso Nazionale, dall’Albo Unico del CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori), gli architetti residenti in Italia sono oltre 155 mila e di questi 12.351 sono in Veneto. In Veneto, come in tutta Italia, il numero degli architetti uomini è superiore a quello delle donne, ma le generazioni più giovani stanno facendo registrare un’inversione di marcia. A Verona, per esempio, tra i professionisti “over 51” si contano 692 uomini e 219 donne, ma il dato cambia
considerevolmente andando ad analizzare i numeri degli “under 30” che vedono le architette di molto superiori agli architetti, 105 contro 19, così come nella fascia 31-40, dove le donne architetto sono 251 contro i 226 maschi architetto. Verona è la terza provincia per architetti in Veneto ma se si guardano le donne architetto under 40 è seconda solo alla capolista Venezia.

Il congresso nazionale a Roma

Questi sono i numeri che emergono dallo studio effettuato in occasione dell’VIII Congresso Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori italiani "Abitare il Paese Città e Territori del Futuro Prossimo" che si terrà a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, dal 5 al 7 luglio. Un appuntamento nel corso del quale - a dieci anni dall’ultimo Congresso tenutosi a Palermo - il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori intende offrire un significativo contributo sul futuro dell'abitare, delle città e dei territori, proponendo una nuova visione della qualità della vita urbana e illustrando nuovi progetti da presentare al Governo, argomenti che sono stati anticipati, lo scorso 17 maggio a Verona in un incontro organizzato dalla FOAV (Federazione Ordini Architetti del Veneto) in collaborazione con l'Ordine degli Architetti PPC della provincia di Verona con un focus sul tema del riuso del patrimonio storico militare con la presentazione del processo di rigenerazione dell'Arsenale di Verona.

Il presidente dell'ordine degli architetti di Verona

“A tal riguardo - Amedeo Margotto, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Verona - sottolinea la necessità, ormai imprescindibile, di scelte urbanistiche ed edilizie prioritariamente indirizzate al recupero e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, prevedendo, per la scarsa qualità edilizia, una integrale sostituzione dell’esistente, auspicando che la stessa sia determinata da una pianificazione urbanistica rivolta al miglioramento della qualità urbana. Si facciano scelte per i cittadini, si attuino piani di riqualificazione virtuosi dove il consumo di suolo è eccezione alla regola, regola che non può che essere quella di “migliorare” l’esistente; le città del Veneto, che va ricordato continuano a perdere abitanti, solo così potranno rigenerarsi e rinvigorire la loro capacità di mantenere ed attrarre abitanti. In poche parole si miri ad innalzare la qualità della vita nell’urbe, a livello europeo, si assiste ad una competizione tra città e città, la capacità di attrarre investimenti e abitanti è sempre più legata alla qualità della vita che la città è in grado di offrire; Milano e Rovereto, per rimanere a casa nostra, risultano tra le poche città italiane che mantengono e vedono crescere il numero dei propri abitanti, la strada sempre quella giusta”.

Una nuova idea di città

Durante il Congresso di Roma saranno presentati principi per proposte di legge concrete, una sullo sviluppo della città e l’altra sull’architettura e sulla cultura dello spazio costruito e del territorio, per rispondere all’esigenza di disegnare con urgenza la nuova città digitale. Uno degli obiettivi principali del Congresso è, infatti, quello di far germogliare un nuovo paradigma della qualità della vita urbana, armonizzando tra loro tre elementi fondamentali: la crescita economica, l’inclusione e la tutela dell’ambiente come impegno a favore delle generazioni future.