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Archiviato il procedimento per le quote Uni.Co.G.E., Sboarina: “Avevamo ragione”

Coinvolti nella vicenda, oltre ai primi cittadini di Verona, Cologna Veneta e San Bonifacio, i consiglieri comunali di maggioranza che, nei rispettivi enti, tra il 2018 e il 2019, approvarono le delibere del nuovo assetto societario di Uni.Co.Ge, società di luce e gas dell'est veronese.

Archiviato il procedimento per le quote Uni.Co.G.E., Sboarina: “Avevamo ragione”
Verona Città, 11 Novembre 2020 ore 17:56

Il Tribunale di Verona ha disposto l’archiviazione del procedimento per le quote Uni.Co.G.E.

Nel mirino 46 amministratori pubblici

L’indagine a carico di 46 amministratori pubblici era stata aperta dopo l’esposto del sindaco di Lonigo del 2019. Coinvolti nella vicenda, oltre ai primi cittadini di Verona, Cologna Veneta e San Bonifacio, i consiglieri comunali di maggioranza che, nei rispettivi enti, tra il 2018 e il 2019, approvarono le delibere del nuovo assetto societario di Uni.Co.Ge, società di luce e gas dell’est veronese, per mantenerne il controllo pubblico, dal momento che quattro dei Comuni fondatori avevano deciso di cedere le proprie quote. Tale documento è stato approvato dal Consiglio comunale di Verona il 20 dicembre 2018.

Vicenda archiviata

Ad annunciarlo oggi, mercoled 11 novembre 2020 in piazza Bra di fronte al Municipio, i sindaci di Verona Federico Sboarina, di Cologna Veneta Manuel Scalzotto e di San Bonifacio Giampaolo Provoli e i consiglieri di maggioranza Paola Bressan, Maria Fiore Adami, Matteo De Marzi, Andrea Bacciga, Stefano Bianchini, Nicolò Sesso e Daniele Perbellini. Il primo cittadino di Verona ha puntualizzato:

“Vi ricordo solo alcuni dei commenti fatti dalle minoranze di Verona. Movimento 5 stelle ‘Ci avevamo visto lungo’; Bisinella ‘I furbetti di Uni.Co.Ge’; Tosi ‘Pasticciaccio Uni.Co.Ge’; Bertucco ‘Operazione discutibile’. Hanno perso l’occasione di stare zitti. Di fronte a procedimenti giudiziari aperti, infatti, come avvocato e amministratore, sono abituato ad attendere il verdetto prima di fare dichiarazioni. Una buona prassi che non è di molti. La vicenda è stata archiviata e l’operazione, come abbiamo sempre sostenuto, era legittima. Come amministratori abbiamo semplicemente agito per il bene delle comunità, e cioè per mantenere in mano pubblica una società che eroga servizi essenziali. La nostra scelta era supportata da pareri tecnici. Oggi rimandiamo ai mittenti tutte le fandonie dette. Si può condividere o meno una scelta politica, ma è la cattiva politica quella che spara sentenze prima che il Tribunale abbia fatto il suo lavoro”.

Fare squadra

Scalzotto ha puntualizzato:

“Si tratta di un’operazione di aggregazione importante, che consente una serie di vantaggi per le comunità coinvolte. Uni.Co.Ge era una piccola Agsm per i nostri territori e, da parte nostra, vi era solo la volontà di garantirle un futuro, scegliendo di rafforzarla facendo squadra con i veronesi. Una visione corretta, orientata solo a difendere il bene pubblico delle nostre comunità”.

Provoli ha dichiarato:

“Sono stati anni di grande sofferenza. La volontà era solo quella di tutelare al meglio l’interesse dei cittadini e dei beni pubblici presenti sui nostri territori. Nel campo dell’energia sta diventando sempre più importante che vi sia un riferimento anche pubblico che faccia da calmiere dei prezzi. Questo era il nostro intento. Invece, alla fine, siamo stati solo aditati come coloro che volevano portare acqua alle società private, senza una tutela degli interessi pubblici. Nulla di più distante dalla realtà”.

Presenti in conferenza anche l’avvocato Enrico Scalzotto e il consigliere comunale di Cologna Veneta Elisa Chierico.

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