Un autista di ATV è stato aggredito a pugni sabato 14 febbraio 2026, intorno alle 12, su un autobus diretto verso il centro storico, all’altezza di Porta San Giorgio a Verona.

Autista ATV aggredito da un passeggero 30enne a Verona
Secondo quanto ricostruito, il conducente era intervenuto dopo la segnalazione di due giovani passeggeri che avevano riferito di molestie verbali da parte di un passeggero seduto nella parte posteriore del mezzo. Raggiunta la prima fermata utile, l’addetto alla guida ha invitato il 32enne a scendere dal bus per chiudere l’episodio senza ulteriori conseguenze.
Il passeggero ha respinto le accuse sostenendo di essere stato a sua volta offeso verbalmente. Quando il conducente ha preso il cellulare per contattare le forze dell’ordine, il passeggero lo ha colpito con un pugno alla spalla, spingendolo all’interno della cabina, per poi afferrare una delle giovani per i capelli e tornare a colpire l’autista.
L’aggressione si è conclusa grazie all’intervento di un altro conducente, alla guida di un autobus proveniente dalla direzione opposta, che ha compreso la situazione ed è intervenuto in supporto del collega.
Determinante anche l’arrivo della Polizia di Stato, che aveva seguito la dinamica al telefono e ha raggiunto rapidamente il luogo dell’aggressione. Il trentenne è stato arrestato.
Una costola incrinata e diverse contusioni
Il conducente ha riportato una costola incrinata e contusioni in diverse parti del corpo, con una prognosi di 30 giorni. Sia l’autista sia la passeggera aggredita sono stati medicati al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento.
Secondo quanto emerso, l’arrestato risulterebbe già noto alle forze dell’ordine e alle autorità sanitarie per problemi comportamentali.
La denuncia della Filt Cgil Verona
La Filt Cgil Verona ha condannato l’accaduto parlando di “fatto gravissimo” e di ennesimo episodio di violenza ai danni del personale e dell’utenza.
Il sindacato sollecita l’azienda e l’associazione di categoria Astra ad adottare misure di prevenzione già richieste, tra cui bodycam attivabili dal personale viaggiante e sistemi per rendere inaccessibile la cabina di guida.
“In tanti anni che facciamo questo mestiere sulle strade vediamo che in primo luogo si è perso il rispetto per la persona e il senso di civile convivenza”, ha dichiarato Giovanni Sacilotto per la Filt Cgil Verona, chiedendo un sistema integrato di sicurezza che includa dispositivi di protezione, adeguato presidio delle forze dell’ordine e interventi di coesione sociale.