Lunedì 16 febbraio 2026, le cinque maestre, interdette per un anno, saranno interrogate in Procura. Gli inquirenti ascolteranno le educatrici finite al centro di un caso di maltrattamenti sui bambini che si sarebbero verificati all’interno di un asilo nido privato del centro di Verona.
La struttura è stata posta sotto sequestro dopo che, da un’indagine avviata nel dicembre 2025, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione Carabinieri di Verona hanno disvelato, tramite videoregistrazioni, uno scenario di maltrattamenti ai danni di numerosi bambini di età compresa tra i 9 mesi e i 3 anni.
Qui di seguito, il filmato reso pubblico dai militari dell’Arma relativo alle condotte che hanno portato a interdire le cinque educatrici:
Nel dettaglio, i comportamenti qualificati dagli inquirenti come maltrattamenti (secondo l’ex art. 572 comma 1 e comma 2 c.p.) sarebbero:
- bimbi spostati con strattonamenti e spintoni
- scappellotti, schiaffi, pizzicotti
- volto afferrato e stretto con le mani
- tirate di capelli e orecchie
- punizioni in angoli della stanza
- bimbi legati alle seggioline durante i pasti
- giocattoli e peluche lanciati contro i bambini
- caso di una bambina fatta dormire in uno sgabuzzino buio
- casi di bambini non puliti dopo i bisogni in bagno
- violate basilari norme igieniche
Le ipotesi di reato sono maltrattamenti su 15 dei 42 bambini. In un caso di lesioni.
“Bisogna fare tanti approfondimenti e trovare un riscontro su certi eventi che sono successi o non successi – ha dichiarato al Tg Regionale Veneto l’avvocato Giacomo Giulianelli, scelto dalle famiglie dei bambini presunte vittime dei maltrattamenti – Difficoltà su bambini di 2/4 anni, non parlano, è difficile ricostruire anche certi elementi. La cosa principale è portare tutela a questi bambini”.
La denuncia della tirocinante
Come riferito dal Corriere del Veneto, a far scattare le indagini dei Carabinieri sull’asilo nido privato è stata la denuncia di una tirocinante che ha operato nella struttura da settembre a dicembre, quando ha deciso di dimettersi.
Lasciare il tirocinio, però, non è stata l’unica cosa che ha fatto: il suo senso civico, infatti, l’ha spinta a raccontare tutto ai militari dell’Arma. Da lì sono partiti gli accertamenti, con le riprese effettuate da microcamere installate di nascosto nei locali dell’asilo.
La misura della sospensione dall’attività lavorativa per un anno si è resa necessaria per evitare che proseguissero le condotte nei confronti dei bambini. Nei guai ci sarebbero anche la presidente del Consiglio di amministrazione della cooperativa che gestiva l’asilo, due consiglieri della stessa società e altre due maestre.