Legnago

Banchina fluviale di Torretta, la Regione c’è. Lorenzetti: “Giorno importante per il territorio”

Martedì scorso l’incontro tra l’assessore regionale all’urbanistica, Cristiano Corazzari, e i sindaci dei Comuni di Castelnovo Bariano, Legnago, Bergantino, Castelmassa e Melara.

Banchina fluviale di Torretta, la Regione c’è. Lorenzetti: “Giorno importante per il territorio”
Legnago e bassa, 23 Luglio 2020 ore 08:27

Banchina fluviale di Torretta, massimo supporto dalla Regione. Lorenzetti: “Giorno importante per il territorio”.

Incontro in Regione martedì scorso

Si è tenuto a Venezia presso Palazzo Balbi, sede della Giunta Regionale, l’incontro tra l’assessore regionale all’urbanistica, Cristiano Corazzari, e i sindaci dei Comuni di Castelnovo Bariano, Legnago, Bergantino, Castelmassa e Melara per discutere l’accordo preliminare di copianificazione per la redazione del PATI (Piano di assetto territoriale intercomunale) della banchina fluviale di Torretta, nel Comune di Legnago (VR). Al meeting erano presenti, in rappresentanza delle Province di Verona e Rovigo, Loris Bisighin, consigliere provinciale per Verona con delega all’urbanistica, e Paolo Marzolla e Martina Callegari, rispettivamente Capo Servizio Pianificazione Territoriale e Capo Servizio Giuridico Amministrativo del PTCP (Piano territoriale di coordinamento provinciale) di Rovigo.

Banchina fluviale di Torretta, la Regione c'è. Lorenzetti: "Giorno importante per il territorio"

Un progetto che si era arenato

Al centro dell’incontro, la richiesta di avallo regionale del piano di rilancio del molo realizzato nel 2007 e collaudato nel 2009 dalla Provincia lungo il Canalbianco a Torretta, con un investimento di 9 milioni di euro e mai utilizzato. Un progetto arenatosi per disaccordi politici, nonostante un’intesa per il rilancio (il PATI) siglata tra 5 Comuni. Riapprovata nel 2019, l’intesa prevede la creazione di un polo interprovinciale a Torretta con un’area produttiva e logistica capace, grazie all’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco (una via navigabile lunga 135 Km che collega Mantova con il mare Adriatico e permette la navigazione di natanti della classe V europea da 1500-1600 tonnellate) di servire un bacino di 38mila abitanti. Il polo, sfruttando l’istituzione delle cosiddette ZES (zone economiche speciali), attirerebbe l’insediamento di nuove aziende, grazie a una tassazione agevolata. Già alcune imprese del territorio, come la Cargill di Castelmassa, hanno sostenuto fin dalla presentazione il progetto urbanistico.

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Le reazioni

Martedì la Regione si è detta pronta a sostenere la realizzazione del progetto.

“In un discorso di ripartenza del sistema Paese, un investimento infrastrutturale come questo è fondamentale”, ha detto l’assessore Corazzari, “Assicuro il massimo supporto per quanto riguarda la competenza regionale. Mi piacerebbe già prima della fine della legislatura poter dare un atto formale a questo progetto. Sono consapevole che questo progetto può dare una spinta enorme alla Bassa Veronese e all’Alto Polesine ”.

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Soddisfatto il sindaco di Legnago, Graziano Lorenzetti.

“E’ un giorno importante per il territorio, inteso come territorio allargato, sui cui è giusto che Legnago faccia da riferimento. E’ anche un giorno storico perché è stata sancita un’intesa tra 5 Comuni e due Province per il bene del territorio, si è condivisa un’azione importante su un’area con grosse potenzialità. Il Canalbianco è l’unica via fluviale navigabile 365 giorni l’anno (contro i 200 del Po). E’ una vera e propria autostrada fluviale. Noi daremo il massimo impegno a questo progetto, ma anche la politica dovrà dare il suo supporto”.

E ancora

“Oggi abbiamo gettato le basi per un programma per il futuro, anche se a lungo termine”, ha ribadito Loris Bisighin, consigliere della Provincia di Verona, con delega all’urbanistica. “Non si poteva lasciare inutilizzato un investimento creato anche con i soldi della collettività. Un progetto bloccato solo perché l’amministrazione precedente non ci credeva. Nel 2009 la provincia di VR ha collaudato la banchina ed è assurdo che non venga utilizzata con tutte le merci che transitano ogni giorno sul Canalbianco. Anni fa persino i cinesi erano interessati a questo tratto di trasporto fluviale. La strada è ancora lunga ma facendo il piano urbanistico si possono costruire le infrastrutture”.

“Abbiamo fatto squadra”, ha concluso Massimo Biancardi, sindaco di Castelnovo Bariano e capofila del progetto, “Abbiamo fatto un bel passo avanti, ed era quello che volevamo”.

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