Violenza in strada

Barcolla per strada e disturba i clienti di un bar: i Carabinieri provano a darle una mano, ma lei li aggredisce

E' successo martedì 3 marzo 2026 a Pescantina: una 63enne è stata arrestata per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale

Barcolla per strada e disturba i clienti di un bar: i Carabinieri provano a darle una mano, ma lei li aggredisce

Momenti di tensione nel pomeriggio di martedì 3 marzo 2026 a Pescantina. Una 63enne veronese, già nota alle forze dell’ordine, è stata arrestata dai Carabinieri, dopo aver aggredito i militari intervenuti su segnalazione dei clienti di un bar.

L’arrivo dei Carabinieri

Come riferito dalla nota diffusa alla stampa dai Carabinieri di Verona tramite il loro canale ufficiale, la donna era stata notata aggirarsi in modo agitato nella zona del locale e barcollare lungo la strada. Preoccupati per la situazione, alcuni presenti hanno chiamato il 112.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Peschiera del Garda. I militari hanno cercato inizialmente di identificarla e riportare la calma, ma la 63enne ha reagito con insulti e atteggiamenti minacciosi.

Calci e pugni

La situazione è rapidamente degenerata: la donna avrebbe prima avanzato in modo aggressivo verso i Carabinieri e poi sferrato pugni nei loro confronti.

Bloccata e accompagnata verso l’auto di servizio, avrebbe continuato a opporsi, tentando di divincolarsi e colpendo con calci.

Anche una volta giunta negli uffici della Compagnia di Peschiera del Garda, la 63enne avrebbe mantenuto un comportamento violento, scagliandosi verbalmente contro i militari e colpendo alcuni infissi della struttura.

Arresto e udienza

Informata la Procura della Repubblica di Verona, i Carabinieri hanno arrestato la donna con le accuse di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, trattenendola nelle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo.

Nella mattinata di mercoledì 4 marzo 2026, il giudice del Tribunale di Verona ha convalidato l’arresto. Dopo la richiesta dei termini a difesa, l’udienza è stata rinviata a giugno 2026 e la donna è stata rimessa in libertà.

Resta valida la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.