Azienda ospedaliera universitaria integrata

Bimba di 11 mesi salvata a Verona da una grave cardiomiopatia con un trapianto di cuore

L’eccezionalità del trapianto sta nell’età e nel peso (sotto i 10 kg) della paziente, ricoverata da quando è nata. E' la prima operazione di questo genere che viene fatta a Verona e fra le poche in Italia

Bimba di 11 mesi salvata a Verona da una grave cardiomiopatia con un trapianto di cuore

Nella mattina di martedì scorso, 24 febbraio 2026, l’équipe cardiochirurgica guidata dal prof Giovani Battista Luciani ha trapiantato il cuore ad una lattante di 11 mesi e di 8 chili di peso. Ricoverata all’ospedale di Borgo Trento dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona da quando è nata, la piccolissima paziente era affetta da una cardiomiopatia dovuta alla mutazione genetica di una proteina cardiaca. L’eccezionalità del trapianto sta nell’età (sotto i 12 mesi) e nel peso (sotto i 10 chili) del ricevente, il primo di questo genere che viene fatto a Verona e fra i pochi in Italia.

Cecilia (nome di fantasia) è stata estubata nella mattinata di venerdì 27 febbraio 2026 e ha una assistenza meno invasiva nel reparto di Terapia intensiva Cardio toraco vascolare, diretta dal prof Leonardo Gottin, dove rimarrà ancora qualche settimana, prima di essere trasferita alle degenze pediatriche per la stabilizzazione della terapia farmacologica.

Il percorso clinico in Aoui

La piccolissima paziente è nata con una forte aritmia incompatibile con la vita, per questo motivo è stata subito portata all’ospedale di Borgo Trento, prima in osservazione e poi per un’assistenza temporanea nella speranza che la frequenza cardiaca si assestasse, come spesso accade nei neonati. Invece, il decorso clinico è rimasto sempre ai limiti della criticità, fino alla diagnosi genetica che ha tolto la possibilità di guarigione spontanea.

La terapia medica intrapresa ha avuto necessità di un ulteriore aiuto con l’impianto di un dispositivo che supportasse la parte sinistra del cuore. Da settembre, Cecilia è stata in Terapia intensiva Cardio aiutata dal “Berlin heart”, il dispositivo di assistenza ventricolare VAD che è un’apparecchiatura con un costo di gestione giornaliero di circa 300 euro. In questi mesi Cecilia è cresciuta di peso in attesa del trapianto.

In tutto questo lungo periodo, oltre alle due Unità operative direttamente coinvolte, sono stati molti gli specialisti Aoui che si sono occupati della lattante, un gruppo multidisciplinare composto da: pediatri, cardiologi pediatri, Terapia intensiva neonatale, rianimatori, psicologi clinici, neurologi.

Il trapianto

Il programma del trapianto è stato, dunque, deciso come intervento salvavita.

Così, quando nella notte fra il 23 e il 24 è arrivata la notizia del donatore compatibile con età e peso del ricevente, l’équipe del prof Luciani è partita per effettuare il prelievo dell’organo. Tornata nelle sale operatorie di Borgo Trento ha effettuato l’intervento chirurgico togliendo il Berlin heart e impiantando il cuore nuovo a Cecilia. L’atto chirurgico è durato 4 ore.

Il trapianto di cuore

Al buon esito dell’intervento hanno contribuito in molti oltre ai chirurghi, i tecnici perfuzionisti, gli infermieri specializzati, gli anestesisti rianimatori. L’Uoc Cardiochirurgia di Verona è dal 1994 attiva nei trapianti di cuore e con 35 interventi nel 2025 è stato il più alto numero nel nord Italia. La trapiantologia pediatrica è iniziata 4 anni fa, finora sono 8 i piccoli pazienti trapiantati e 4 in attesa dell’organo.

La conferenza stampa nella quale sono stati spiegati i dettagli del percorso clinico e del trapianto:

Alla conferenza stampa erano presenti: Callisto Marco Bravi direttore generale AOUI; prof. Giovanni Battista Luciani direttore Cardiochirurgia con i cardio chirurghi dott. Livio San Biagio responsabile Trapianti e dott.ssa Antonella Galeone; prof Leonardo Gottin direttore Terapia intensiva Cardio toraco vascolare con gli anestesisti rianimatori dott Bruno Dal Corso e dott Alessandro Russo.

L’équipe medica

Bravi direttore generale Aoui:

“Non deve mai venire meno la fiducia nella capacità trapiantologica della sanità italiana, alla quale concorrono professionalità di altissimo livello, dal Centro trapianti nazionale fino alle strutture operative. La nostra Azienda ha dato prova di grande capacità e di disporre delle numerose professionalità specialistiche necessarie a interventi di questa complessità. Da non dimenticare è anche la sicurezza garantita dalle tecnologie e dagli investimenti innovativi. Viviamo in una città e in una regione che primeggiano per sensibilità nella donazione di organi e tessuti. Il nostro pensiero oggi va alla piccola Cecilia e ai suoi genitori, ma anche ai genitori del donatore che hanno compiuto un gesto di grande generosità”.

Luciani direttore Uoc Cardiochirurgia:

“Per sei/sette mesi la bambina ha affrontato un lungo decorso in Terapia intensiva, supportata dal dispositivo Berlin Heart, con il quale aveva raggiunto un equilibrio, seppur precario, in attesa della chiamata per il trapianto. In Italia il numero di trapianti cardiaci in età pediatrica, soprattutto sotto i 10 chili di peso, quindi in neonati e lattanti, è purtroppo molto limitato, principalmente per la carenza di donatori, e per questo l’attesa è stata particolarmente lunga. Sono stati mesi alternati fra equilibrio e scompensi. Poi quattro giorni fa si è reso disponibile un donatore idoneo e abbiamo potuto avviare il programma di trapianto cardiaco. Non dobbiamo dimenticare anche il grandissimo lavoro infermieristico e tecnico nella gestione della piccola paziente e dei macchinari, non solo in sala ma durante tutto il percorso assistenziale che ha richiesto anche lo svezzamento della neonata. Va ringraziata anche la nostra Azienda che ci ha messo a disposizione tutte le risorse necessarie per questi dispositivi e cure particolarmente costose. Quella della piccola paziente è una storia particolarmente lunga che ci ha molto coinvolti. In casi tanto complessi come questo, grazie alle eccellenze presenti in Azienda siamo certi di aver garantito la massima qualità e precisione delle cure”.

Gottin direttore Terapia intensiva Cardio toraco vascolare:

“La bambina è stata gestita nel nostro reparto in questi mesi precedenti al trapianto, quindi nella fase di maggiore criticità, quando insieme ai colleghi si è deciso di ricorrere prima a un’assistenza temporanea e poi, dopo una difficile decisione condivisa e più volte discussa, all’impianto del Berlin Heart. Si tratta di un percorso molto complesso, con un esordio estremamente critico e una progressiva stabilizzazione grazie al supporto del dispositivo, fino alla disponibilità del cuore per il trapianto. È stata seguita affrontando tutte le problematiche tipiche di questi pazienti, in particolare le complicanze emocoagulative, la gestione della funzione renale e l’assistenza intensiva post-trapianto. Dopo l’intervento, eseguito dai cardiochirurghi, la piccola è rientrata in Terapia intensiva, dove si trova tuttora e dove prosegue il percorso di cure fino al raggiungimento di un adeguato grado di stabilizzazione. Attualmente pesa circa 8 kg, è sedata ma estubata e interagisce con l’ambiente in modo adeguato alla sua età. Necessita ancora di assistenza non invasiva. Da parte di tutti noi in questi mesi si è instaurato un rapporto molto particolare con i genitori, nella quotidiana ‘straordinaria’ di una lattante che deve crescere”.

San Biagio responsabile trapianti:

“Una volta concluso il percorso in Terapia intensiva, la bambina verrà trasferita in area pediatrica. Qui continueremo a monitorare i livelli degli immunosoppressori, gli esami strumentali, l’ecocardiogramma e tutti i parametri clinici. Quando il quadro sarà stabilizzato, potrà essere dimessa a domicilio: il follow-up sarà condiviso tra l’ambulatorio pediatrico, che si occuperà anche dei prelievi per il dosaggio dei farmaci, e i controlli specialistici con il nostro team, per l’ottimizzazione della terapia”.

I complimenti di Stefani

“Una bimba di meno di un anno è come se fosse nata un’altra volta grazie alle capacità cliniche, tecnologiche e organizzative dell’equipe dell’AOUI di Verona che le ha trapiantato il cuore a soli 11 mesi di vita. Mi complimento con tutti i sanitari che hanno contribuito a raggiungere un risultato straordinario, per le difficoltà tecniche dell’intervento e per la giovanissima età della bimba trapiantata”.

Così il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha commentato la notizia dello straordinario trapianto di cuore eseguito a Verona su una bambina di soli 11 mesi di vita.

“Da Verona – aggiunge Stefani – arriva una ulteriore conferma del livello di eccellenza raggiunto dall’intero sistema trapiantistico veneto. Auguro alla bimba – conclude Stefani – un futuro di salute e serenità ed esprimo a tutti i sanitari impegnati in questo eccezionale trapianto tutta la gratitudine che meritano”.