Se non fosse stato per il suo rapido intervento, probabilmente le conseguenze sarebbero state ben più gravi. Invece, un Carabiniere libero dal servizio, mentre stava circolando per Legnago alla guida della sua auto, si è improvvisamente imbattuto in una scena violenta: un cane di grossa taglia che stava aggredendo al volto un 65enne. In men che non si dica, nonostante non fosse di turno, è intervenuto per aiutare il signore in difficoltà.
65enne aggredito da un cane: salvato da un Carabiniere fuori servizio
Come riferito dalla nota stampa diffusa dai militari dell’Arma di Verona tramite il loro canale ufficiale, i fatti si sono verificati lo scorso 5 febbraio 2026.
L’Appuntato Scelto Andrea Cavarzere, libero dal servizio, stava guidando per le vie del paese, quando, imboccato il Vicolo San Salvaro a San Pietro, frazione di Legnago, ha notato la presenza di un signore che non riusciva a divincolarsi dalla presa di un cane di grossa taglia che lo stava aggredendo al volto.

Il graduato ha immediatamente interrotto la marcia e, sceso in strada, è riuscito, seppur con fatica, ad interporsi tra la furia dell’animale ed il corpo del malcapitato. Il cane, un pastore maremmano che era verosimilmente riuscito a scappare dalla recinzione di una vicina abitazione, ha, così, finalmente mollato la sua presa.
Il militare ha, quindi, allertato il soccorso sanitario affinché lo sfortunato, un 65enne del posto, potesse ricevere le doverose cure: trasportato nel locale ospedale, gli sono state refertate numerose lesioni, giudicate guaribili in dieci giorni.
Anche il Carabiniere, in quei momenti frenetici, ha riportato delle piccole ferite, cui lo stesso personale medico ha attribuito una prognosi di tre giorni.
Sul posto è anche intervenuta una pattuglia della Polizia Locale di Legnago che ha curato l’identificazione del proprietario dell’animale e le connesse incombenze.
“La prontezza del Carabiniere si è dimostrata decisiva nello scongiurare più gravi conseguenze per l’uomo, anche in considerazione della parte anatomica interessata dalla morsa del cane. L’intervento del militare fuori dal servizio non è un atto meccanico, bensì il riflesso naturale di un’identità che non si spoglia mai insieme all’uniforme. È la manifestazione di una sensibilità vigile, capace di percepire il pericolo o il bisogno altrui e di far prevalere l’altruismo sulla cautela personale: la comunità diviene un concetto da proteggere sempre con generosità” conclude la nota stampa dei militari dell’Arma.