Cronaca
Tragedia sul Garda

Chi era Anna Lorenzi, la 20enne morta per salvare il fratello che stava annegando

Si è tuffata per salvare il fratellino di 14 anni che stava annegando. L'ha raggiunto, l'ha stretto tra le sue braccia fino all'arrivo dei soccorritori, poi si è inabissata, inghiottita dalle acque

Chi era Anna Lorenzi, la 20enne morta per salvare il fratello che stava annegando
Garda Aggiornamento:

Ha perso la vita per salvare quella del fratellino. Si è tuffata in acqua appena si è accorta che lui era in difficoltà. L'ha raggiunto, l'ha afferrato. Poi, dopo l'arrivo dei soccorritori che hanno preso in consegna il ragazzino, forse a causa di un malore, si è inabissata, inghiottita dal lago. E il suo corpo è stato trovato solo più tardi a sei metri di profondità.

Chi era Anna Lorenzi, la 20enne morta per salvare il fratello che stava annegando

Era una ragazza con un grande cuore, Anna Lorenzi, 20 anni, morta nel tentativo di salvare la vita al fratello 14enne che stava annegando nel Lago di Garda sabato pomeriggio, il 19 agosto 2023. Aveva tutta la vita davanti e si stava costruendo un futuro. In attesa di trovare un lavoro stabile, riporta il Corriere Veneto, aveva tante passioni e si divertiva, tra le altre cose, a disegnare i biglietti di auguri in occasione dei compleanni delle amiche.

Una giovane creativa, Anna, che in questi mesi si era impegnata come baby sitter, con un carattere serio e riservato. La sua vita era di certo focalizzata sugli obiettivi più importanti, ma trovava comunque il tempo da dedicare alle sue amiche, e all'amata nonna. Si prendeva cura di lei, riferiscono i parenti, distrutti dal dolore di una perdita improvvisa e tragica. Ogni notte si recava dalla nonna per accudirla e questo dà già una traccia dell'enorme, incondizionato amore che nutriva per lei.

Insomma quella che si è consumata sabato pomeriggio è una vera e propria tragedia. Sulla quale al momento si sa poco, o meglio, sulla quale si dovranno effettuare ulteriori accertamenti. Perché l'incidente avvenuto apre alcuni dubbi da chiarire. Si dovrà appurare, nello specifico, se in quel tratto del bacino ci fossero o meno dei soccorsi. Ma torniamo un attimo indietro agli istanti prima di quel drammatico episodio che ha letteralmente travolto una comunità, quella del quartiere Borgo Nuovo, periferia di Verona, dove la ragazza viveva con la famiglia.

La giovane si era recata al lago insieme alla sorella e al fratello. I tre si trovavano in una zona nota, già da tempo frequentata dai famigliari. Sono saliti sul bus e poi hanno raggiunto il lago, vicino a Punta San Vigilio. Poi la tragedia. Il fratellino Giovanni è in acqua ma a un certo punto si trova in difficoltà. Lei, Anna, non esita un secondo, si tuffa in acqua, lo raggiunge, tenta di salvarlo. Lui ce la farà, tornerà a casa, scosso, traumatizzato, ma vivo. Per lei, invece, non c'è stato nulla da fare.

Le correnti erano troppo forti, il corpo dei due è stato spinto oltre le boe, lei l'ha stretto tra le sue braccia fino all'arrivo di due soccorritori, e questo gesto d'amore è stato provvidenziale per il fratellino, fatale per lei. In pochi secondi, infatti, dopo che il 14enne è stato riportato a riva, lei invece si è inabissata. Il suo corpo è stato recuperato dalla Guardia costiera a sei metri di profondità e a trenta metri dalla riva.

Un incidente mortale nelle acque del Garda che non può non ricordare quanto sia rischioso nuotare nei bacini naturali, artificiali, o anche nei fiumi. Un tema che di questi tempi, purtroppo, è assai attuale. Nei giorni scorsi, infatti, altre tragedie simili hanno travolto altre comunità in Italia. Massimo Pizzoli, per esempio, 25 anni, è scomparso dopo essersi tuffato in un fiume in Trentino. Nel lago di Como, invece, una bimba di dieci anni di origini straniere è morta annegata il giorno di Ferragosto.

Proseguono ininterrottamente, infine, le ricerche dei vigili del fuoco del disperso di cui si sono perse le tracce da venerdì pomeriggio nelle acque del lago Morto, a Vittorio Veneto (TV). Sul posto il nucleo regionale dei sommozzatori di Vicenza, due gommoni, la squadra di Vittorio Veneto e l’Ucl (Unità di Comando Locale) di Treviso.

Le ricerche al momento hanno dato esito negativo, in arrivo domani il dispositivo ROV (Remotely Operated Vehicle) con sistema sonar per localizzare il disperso.

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Il cordoglio del Governatore Luca Zaia

"Il Veneto piange Anna Lorenzi, 20enne veronese, morta nel lago di Garda cercando di salvare il fratello quindicenne che stava annaspando in mezzo alle acque. La sorella avrebbe quindi tentato di salvarlo ma si sarebbe inabissata scomparendo nel lago.

Immediata la chiamata alla guardia costiera, che ha trovato Anna ed ha provato a rianimarla, inutilmente; nel frattempo il fratello era stato tratto a riva ed è salvo. Ai familiari di Anna, che non ha esitato a mettere a rischio la propria vita per salvare quella altrui, un pensiero di vicinanza a nome di tutti i veneti".

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