Nel pomeriggio di mercoledì 14 gennaio 2026, una 77enne veronese è stata contattata sulla propria utenza fissa da un finto “carabiniere”, che le ha riferito del presunto arresto della figlia a seguito di un incidente stradale con feriti. Una modalità ormai nota, utilizzata per spaventare le vittime e indurle a consegnare denaro o oggetti di valore.
Il tentativo di raggiro
Come riferito dalla nota stampa diffusa dai Carabinieri di Verona tramite il loro canale ufficiale, durante la conversazione, il finto militare ha chiesto all’anziana di preparare una somma di denaro, che sarebbe stata ritirata di lì a poco da un altro carabiniere recatosi alla sua abitazione. Un passaggio che ha insospettito la 77enne, portandola a intuire immediatamente il tentativo di truffa.
Grazie alla prontezza e alla consapevolezza maturata anche attraverso le campagne informative, la 77enne ha interrotto subito la chiamata e ha contattato i Carabinieri di Nogara, segnalando l’episodio e fornendo tutti i dettagli della telefonata ricevuta.
L’episodio conferma l’efficacia delle campagne di prevenzione promosse dall’Arma dei Carabinieri contro le truffe ai danni delle fasce più fragili della popolazione. Iniziative che mirano a fornire strumenti concreti per riconoscere e bloccare i raggiri sin dalle prime fasi.
L’impegno dei Carabinieri
L’Arma è impegnata costantemente sia in attività di informazione sul territorio sia in specifiche indagini di polizia giudiziaria per contrastare il fenomeno delle truffe, considerato una priorità operativa.
“I Carabinieri raccomandano di diffidare sempre di chi si presenta come appartenente alle forze dell’ordine e chiede denaro o beni. Le forze di polizia non richiedono mai pagamenti per il proprio intervento. In caso di dubbi o sospetti, è fondamentale contattare immediatamente il 112, segnalando ogni possibile tentativo di truffa” conclude la nota dei militari dell’Arma.