Il Tribunale di Sorveglianza di Venezia ha concesso a Chico Forti il beneficio previsto dall’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, aprendo le porte del carcere di Montorio di Verona alla semilibertà diurna. Per il 66enne trentino, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike nel 1999, non si tratta ancora di libertà, ma di un importante passo nel percorso di reinserimento sociale.
Dal carcere al lavoro
Come riferito dal Corriere Veneto, grazie alla misura, Forti potrà uscire dal carcere durante il giorno per svolgere attività lavorative. Dopo aver completato un corso per la produzione di panificati, lavorerà come pizzaiolo, affiancando a questa occupazione anche un impiego come istruttore di windsurf presso una scuola locale, con uno stipendio di circa 1.500 euro mensili.
Attività sociali previste
Il programma di semilibertà comprende anche attività di volontariato: assistenza agli anziani, lezioni di inglese e l’insegnamento degli sport velici a ragazzi disabili in un circolo di Malcesine, sulle rive del lago di Garda.
Il precedente rifiuto
La decisione arriva a tre mesi dal rigetto della richiesta di liberazione condizionale. A settembre il Tribunale aveva espresso un parere negativo, evidenziando una mancanza di rimorso e l’assenza di risarcimenti, anche parziali, ai familiari della vittima.
Il parere del carcere
A incidere sull’esito attuale è stato il parere favorevole della direttrice del carcere di Montorio, Maria Grazia Bregoli, che ha sostenuto il percorso trattamentale intrapreso dal detenuto dopo il rientro in Italia, avvenuto con la mediazione del governo Meloni.
Polemiche e reazioni
La misura concessa continua a suscitare dibattito pubblico, tra chi parla di presunti privilegi e chi difende il percorso riabilitativo. Il garante dei detenuti di Verona, don Carlo Vinco, ha definito la decisione come il riconoscimento di un cammino lungo e monitorato.
Un nuovo capitolo
Per Chico Forti, che per venticinque anni ha proclamato la propria innocenza nelle carceri statunitensi, si apre ora una fase di semilibertà vigilata, tra lavoro, impegno sociale e sport. Un passaggio che segna un cambio di rotta significativo nel suo lungo percorso giudiziario e umano