Claudio Daldosso, il «capo» delle nostre Pro loco

Il presidente del Consorzio «Le Risorgive della Pianura veronese» racconta la funzione dell’organismo che coordina le realtà del luogo

Claudio Daldosso, il «capo» delle nostre Pro loco
Cronaca 04 Settembre 2017 ore 17:51

Il presidente del Consorzio «Le Risorgive della Pianura veronese» racconta la funzione dell’organismo che coordina le realtà del luogo

Claudio Daldosso era un operaio specializzato di Mozzecane che si occupava della meccanica di moto e auto. Poi, tre anni fa, ebbe un brutto incidente in cui si fratturò entrambe le gambe e tuttora è in convalescenza. Oggi è il numero uno del consorzio Pro loco «Le Risorgive della Pianura veronese» e del comitato provinciale che riunisce tutte le 91 associazioni di promozione locale di Verona.

Presidente, come è entrato nel mondo delle Pro loco?

Mi sono avvicinato circa 20 anni fa per una sfida personale. A Mozzecane c’era bisogno di un gruppo di persone che subentrasse al Cda che aveva finito il mandato. Mi sono messo in gioco da semplice socio e dopo otto anni sono diventato presidente della realtà locale.

Poi però ha continuato a «salire di grado» diventando prima il referente di 12 Pro loco e poi dell’intera provincia.

Sì, le Risorgive è un consorzio formato dai 12 presidenti delle Pro loco associate. Prima sono entrato nel consorzio, poi mi è stato chiesto se volevo rappresentarlo nel comitato provinciale di Verona. Dopo quattro anni il presidente delle Risorgive ha terminato il mandato e mi ha chiesto di succedergli e nel frattempo ero già stato indicato come vice provinciale. Dallo scorso anno sono diventato il presidente.

Andiamo per gradi. Parliamo del consorzio: quali realtà coinvolge?

Le Pro loco consorziate sono quelle di Buttapietra, Castel d’Azzano, Erbè, Gazzo, Isola della Scala, Mozzecane, Nogarole Rocca, Nogara, Povegliano, San Giovanni Lupatoto, Sorgà e Vigasio. Il nuovo consorzio è stato costituito nel luglio del 2009, a seguito della suddivisione effettuata dal Consorzio Pro loco Basso veronese per motivi organizzativi. Rappresenta in pratica la parte di territorio situato a Sud-Ovest di Verona ed è contraddistinto dalla presenza di due fiumi, il Tartaro e il Tione, che si uniscono al «Bastion delle Zenzale», nel comune di Gazzo. Ad unire questi comuni è il fatto che praticamente tutti hanno una risorgiva: la ricchezza di risorse idriche, caratteristica peraltro comune al resto della pianura padana, è stata determinante per disegnare il paesaggio della zona, sia dal punto di vista morfologico sia dagli insediamenti.

Qual è la funzione del consorzio?

Ha lo scopo di coordinare le iniziative promosse dalle singole Pro loco e fungere da collegamento tra le stesse e i vari enti e associazioni operanti nel territorio, per valorizzare e promuovere le eccellenze e la crescita socio-culturale delle comunità locali. E’ un soggetto giuridico di coordinamento e indirizzo che programma degli obiettivi comuni tra le singole realtà e le relative amministrazioni comunali di appartenenza. Crea sinergie tra questi enti offrendo la possibilità di incidere nel territorio partecipando alla governance e portando avanti gli obiettivi delle singole Pro loco.

Nei comuni che consorziate le bellezze non mancano.

Sono posti meravigliosi e racchiudono notevoli testimonianze storiche: dalle pievi romaniche di Gazzo alle fortificazioni scaligere che ancora dominano gli abitati di Nogarole Rocca e Isola della Scala e che costituivano parti di quell’unico sistema difensivo, il famoso «Serraglio», realizzato dai signori di Verona, dal Mincio alle Paludi del Grezzano. E ancora le ville settecentesche disseminate in tutto il territorio. Analizzando queste zone non si possono tralasciare i reperti conservati nei musei archeologici, testimonianze di presenze umane risalenti al Neolitico, e ammirare le risaie, una delle massime espressioni della cultura contadina, site attorno ad Isola della Scala, dove tutto ricorda la fiorente produzione del riso Vialone nano Igp: dalla Pila Vecia del XVII secolo all’annuale Fiera del Riso.

Ci fa alcuni esempi di cosa avete fatto a fianco delle Pro loco?

Dal 2010 organizziamo il concorso «Risotto d’Oro». E’ un concorso gastronomico svolto all’interno della grande kermesse della Fiera del Riso ad Isola della Scala con l’intento di promuovere, oltre al riso vialone nano, anche la sua gastronomia legata al piatto dei risotti che in cucina si sposa con tutti i prodotti dell’agricoltura veronese. I piatti sono preparati da cuochi non professionisti legati al mondo delle Pro loco e che si alternano negli stand allestiti in occasione di feste, mostre e fiere. In varie occasioni abbiamo poi partecipato ad eventi, fiere, mostre, feste e sagre, anche in realtà fuori provincia, promuovendo i prodotti, le tipicità, il territorio e le manifestazioni delle Pro loco associate.

Leggo però che vi dedicate anche allo sport e alla cultura.

Esatto. Tra le altre attività organizzate c’è anche un torneo di bocce. Abbiamo collaborato con il Consorzio del Basso Veronese e con l’Unpli provinciale per la realizzazione del ricettario delle Pro loco veronesi e all’opuscolo di eventi «Le nostre feste». Sempre con la collaborazione dell’altro consorzio abbiamo promosso per alcuni anni un concorso di poesia e di fotografia, avendo come tema il nostro territorio. Collaboriamo con l’Unpli regionale alla realizzazione di corsi di formazione per soci e per giovani aspiranti alla collaborazione con le Pro loco come servizio civile. Infine abbiamo «fondato» una app fruibile da tutte le realtà associate: «Intourverona».

Chi vi finanzia?

Bella domanda. Le Pro loco non riescono a percepire alcun fondo. Tiriamo avanti con i «contributi istituzionali» che arrivano dai Comuni e che ricambiamo con il supporto ad alcuni eventi. Una parte dei fondi arriva dalle feste e dalle manifestazioni che organizziamo nei singoli comuni. Da due anni la Regione Veneto ha fatto bandi di concorso a cui possono accedere però solo i comitati provinciali e i consorzi, non le singole Pro loco. Noi, proprio come Risorgive, grazie a questi fondi stiamo elaborando un libro sulle nostre acque che dovrebbe essere pronto ad ottobre.

Sono mai state censite tutte le risorgive?

Sì, sono 222.

Quali sono, a suo giudizio, le più belle?

Sicuramente Fossa Bova, che si trova tra Buttapietra e Cadidavid: è molto curata e ben tenuta. Poi chiaramente quella di Castel d’Azzano, dietro il castello, e quella di Povegliano.

E ora, in questi territori, passerà anche la nuova ciclabile.

Darà grande visibilità ai nostri territori. E’ un’opera senza precedenti che proveremo a potenziare con la presenza di alcuni «infopoint» lungo il percorso. Sarebbe molto innovativo pensare a dei «Punto servizio bici» e ricarica batterie per quelle elettriche.

Il mondo è cambiato: prima le Pro loco erano conosciute solo perché organizzavano le sagre.

E’ proprio così, oggi abbiamo un ruolo fondamentale nella promozione del territorio anche fuori dai confini nazionali perché diffondiamo tra la gente le nostre tipicità. Una volta tutto ciò era affidato alla buona volontà, oggi quel volontariato si è trasformato in qualcosa di quasi professionale perché il livello qualitativo è notevolmente cresciuto.

Mettiamo un po’ di pepe sulla coda: qual è la Pro loco che in questi anni ha lavorato meglio?

Come faccio a rispondere su due piedi? E’ difficile valutare perché le altre mi metterebbero al muro!

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