Claudio, il pescatore del lago di Garda dalla movida alle reti

Dalle notte nei locali alle tempeste sul lago «Grazie ad Alceste ho realizzato il sogno».

Claudio, il pescatore del lago di Garda dalla movida alle reti
Garda, 18 Agosto 2018 ore 12:13

Claudio, il pescatore del lago di Garda dalla movida alle reti. Dalle notte nei locali alle tempeste sul lago «Grazie ad Alceste ho realizzato il sogno».

Claudio Loro lavorava tutta la notte nella movida. Poi l’illuminazione e il supporto della moglie nella sua vera passione

Il cambiamento di ClaudioClaudio, il pescatore del lago di Garda dalla movida alle reti. Dalle notte nei locali alle tempeste sul lago «Grazie ad Alceste ho realizzato il sogno».

Dalla movida dei locali alla tranquillità del lago, fino alla realizzazione dei suoi sogni: vendere i suoi prodotti a tutta Castelnuovo. La vita di Claudio Loro, classe ‘59, diciotto anni fa è cambiata drasticamente. Una vocazione, un percorso difficile, una vita più serena. Claudio lavorava nei locali, di notte. "Ci siamo conosciuti nell’enoteca di mio papà, a Peschiera del Garda –  ha raccontato Alceste Belz la moglie di Claudio –. Lui è entrato a bere un caffè perché sapeva che dentro c’erano delle belle ragazze. Tutti sapevano che ero innamorata di lui, mentre lui credeva che fossi solo sbadata, perché quando entrava mi emozionavo e facevo cadere tutto". 

Lui sogna, lei concretizza

Iniziò così l’avventura di Claudio e Alceste, che si potrebbe definire una coppia completa: lui sogna, lei concretizza. Claudio ha sempre lavorato nei locali tutta la notte, ha condotto una vita abbastanza frenetica, con Alceste ha messo al mondo tre figli: Valentina, una giovane mamma che lavora al banco del pesce in un supermercato, Andrea è un maestro e acrobata di pattini e Ireno, che dopo diverse esperienze all'estero e in Italia ora lavora al fianco del padre, tesse le nuove tele per pescare. La famiglia Loro ne ha passate molte, ma con la buona volontà, il sudore della fronte e l’unione, sono sempre andati avanti. I ragazzi, infatti, hanno sempre lavorato. Non si sono mai lamentati, hanno sempre fatto tutto con passione e dedizione, tutto per la propria famiglia.

Claudio, il pescatore del lago di Garda dalla movida alle reti. Dalle notte nei locali alle tempeste sul lago «Grazie ad Alceste ho realizzato il sogno».
Claudio e Alceste

L'occasione della vita

A cavallo del 2000, però succede che Claudio ha un’occasione unica. Certo, gli costerà moltissimo sudore ma perderla significava lasciar morire un pezzo di tradizione del lago. Infatti in quegli anni conosce un ex calciatore di Pai (frazione di Torri del Benaco), questo era un odontotecnico, aveva lavorato come portiere professionista in Germania.  e a 36 anni fece un incidente, perse il pollice di una delle due mani e decise di seguire le orme del padre: la pesca. Quando conobbe Claudio aveva già sessant’anni e spesso lo invogliava a salire su quella barca. "A un certo punto iniziai ad essere stressato per il lavoro che facevo – ha raccontato Claudio – e questo signore, questo pescatore mi diceva: “Vieni con me a pescare” e io rispondevo che non me lo doveva dire due volte, perché ci sarei andato. La pesca è sempre stata la mia passione". E questo lo ha raccontato anche la moglie, che ha ricordato la forza di quella passione, che faceva sì che il marito pescasse anche sotto la pioggia, perché era un qualcosa più forte di lui. In mezzo alle correnti dell'Alto lago, difficili da domare.

Lavorare di notte, in due modi diversi

L’esperienza di Claudio è disarmante. Quando lavorava nei locali lo faceva di notte e c’era molta frenesia, in barca ha conservato gli orari di lavoro ma ha cambiato completamente stile. "Sono stato in barca con il pescatore per tre anni per imparare a tenerla con le correnti di Pai. Ho imparato a rimanere in mezzo al lago anche con la burrasca per un paio di ore. Su 365 giorni, 360 il lago in quella zona è così, agitato. Certo è più pericoloso, ma dà enormi soddisfazioni". Claudio non ha imparato solo un’arte, ma anche a vivere in un modo più tranquillo, più silenzioso, quello della notte. Lui è il pescatore notturno di cui tante persone parlano, perché quando gli altri tornano nelle loro case e stanno al caldo sui loro divani, Claudio, Alceste e Ireno sono in mezzo al lago a tirare le reti per i loro clienti che corrono a gustare quello che pescano e lavorano. Anche gli analisti, che in questi settori monitorano con costanza i prodotti, sono increduli dalla qualità e la bontà del pescato.

Claudio, il pescatore del lago di Garda dalla movida alle reti. Dalle notte nei locali alle tempeste sul lago «Grazie ad Alceste ho realizzato il sogno».
Claudio in mezzo al lago

Concretizzare le proprie fatiche

Hanno fatto tantissima fatica, probabilmente hanno anche pianto in alcuni momenti, ma la loro positività e il loro ottimismo non sono mancati in tutto questo tempo e lo si capisce da quello che racconta Alceste: "Quando Claudio ha cambiato lavoro, da una parte ero felice perché stava realizzando il suo sogno, dall’altra apprendemmo che c’era un “ma” in questa favola. Per fare il pescatore devi portare a casa tonnellate di pesce e a volte lui tornava con due tinche dicendo che “aveva fatto giornata” e io le guardavo pensando “Come pago le bollette?”. Ma trovai un lavoro e mi informai per concretizzare i suoi sogni. Su internet scoprii che sul mare i pescatori hanno dei gazebo dove vendono il pescato e così abbiamo iniziato anche noi". Lui pensa, immagina, arriva a vedere le cose già finite, lei invece mette in pratica i pensieri di lui, rendendoli produttivi e solidi, creandogli quella finestra centrale di sviluppo del sogno in realtà. Se non ci fosse Claudio, Alceste non sarebbe felice, ma se non ci fosse lei, lui non avrebbe realizzato i suoi sogni.