Cologna, colpo dei Carabinieri: preso il “boss” della droga

L'albanese fermato era un vero grossista: sequestrato anche molto denaro

Cologna, colpo dei Carabinieri: preso il “boss” della droga
Cronaca 31 Ottobre 2017 ore 14:54

L’albanese fermato era un vero grossista: sequestrato anche molto denaro

Sabato 28 ottobre nel contesto di un’attività di Polizia Giudiziaria i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Legnago hanno inflitto un duro colpo allo spaccio di droga a Cologna Veneta. Era da un po’ di tempo che i Carabinieri erano sulle tracce di uno straniero che si aggirava in maniera assai sospetta nei pressi di un bar all’entrata di Cologna Veneta. I militari appostati hanno infatti visto alcuni giovani che si avvicinavano a lui con fare sospetto.

A quel punto i Carabinieri del Nor, supportati dai colleghi di Cologna Veneta hanno bloccato il ragazzo, K. B. cittadino albanese, classe 1992, nullafacente, incensurato, in Italia da alcuni anni e domiciliato a Santo Stefano di Zimella in un appartamento (a lui non riconducibile) e lo hanno poi condotto presso la Stazione di Cologna Veneta dove è stato perquisito. Indosso aveva infatti 5 dosi di cocaina termosaldate, pronte allo spaccio e denaro contante certamente riconducibile all’illecito traffico.

Grazie alla pregressa attività investigativa e ad un mazzo di chiavi rivenuto nell’utilitaria del giovane, i Carabinieri sono giunti presso il suo appartamento ove sono state rinvenute ulteriori 13 dosi di cocaina già pronte per lo spaccio, nonché altra cocaina in “sasso” per circa ulteriori 25 grammi di sostanza e per un totale quindi di cocaina rinvenuta e sequestrata di quasi 50 grammi.

Inoltre i militari hanno trovato ben 3 mazzette di denaro per un totale di oltre 9.400 euro, un bilancino elettronico di precisione, tre agende sulle quali era minuziosamente annotata, con tanto di nomi, l’attività di compravendita dell’albanese, considerato una specie di “grossista” sia per l’elevato grado di purezza della sostanza stupefacente che doveva essere ancora tagliata e sia per il ragguardevole giro d’affari messo in piedi, in grado di fruttargli dai 1000 ai 3000 euro al giorno, con picchi di 4000 euro nel fine settimana.

Alla luce di elementi raccolti dagli investigatori K.B è stato quindi dichiarato in arresto e dopo le incombenze di rito tradotto, su disposizione della sostituta Giulia Labia, presso il carcere di Verona Montorio ove è rimasto sino ad oggi quando il Giudice, oltre a convalidare l’arresto, ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere in attesa del processo.

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