Cronaca

Dal bar alla camera di sicurezza

Cocaina, bilancino, aggressione: l'epilogo di un controllo ordinario.

Dal bar alla camera di sicurezza
Cronaca Verona Città, 18 Giugno 2018 ore 12:47

Dal bar alla camera di sicurezza.

Controlli ordinari

Era un normale controllo agli avventori del bar, quello operato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Verona ieri sera, domenica 17 giugno, ma si è poi trasformato in un arresto per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento di mezzo militare.

 

Identificazione degli avventori

Nello specifico, i carabinieri di pattuglia hanno iniziato ad identificare chiunque si trovasse in quel momento al bar “Games” in via Polveriera Vecchia a Verona, e, tra gli altri, hanno proceduto al controllo di una coppia seduta al tavolino a consumare un caffè.

La coppia

Lui, un tunisino classe 77, pregiudicato, nullafacente; lei, una veronese classe 81, pregiudicata, insegnante. Il controllo e’ risultato positivo proprio su quest’ultima : la donna infatti è stata trovata in possesso di 1,5 grammi di cocaina, ed aveva con sè anche un bilancino di precisione. I militari hanno allora provveduto a comunicarle che avrebbe dovuto seguirli in caserma, poiché denunciata in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

La reazione di lui

È stata inaspettata e altrettanto violenta la reazione dell’uomo che a lei si accompagnava: evidentemente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, l’uomo, alteratissimo, si è scagliato contro i militari operanti non appena ha compreso che la donna sarebbe stata denunciata a piede libero. Ne è seguita una breve colluttazione durante la quale l’uomo, nell’opporre resistenza quando ha compreso che anche lui , a quel punto, stava per essere portato in caserma, ha ammaccato la portiera posteriore dell’auto, pur di non salirvi.

Bloccato e arrestato

I militari infine sono riusciti, con non poche difficoltà, a bloccarlo: questa mattina la direttissima. In sede di giudizio, è stato convalidato l’arresto e richiesti i termini a difesa. Rinviato il processo a novembre 2018: l’uomo ha ammesso quanto fatto, con l’impegno di ripagare entro quella data l’ammontare per il danno procurato al mezzo militare, del valore di 1712,54€.