Deficit di attenzione e iperattività: se ne è parlato a Vicenza

Il convegno regionale era rivolto a medici, psicologi, insegnanti e famiglie.

Deficit di attenzione e iperattività: se ne è parlato a Vicenza
Lonigo, 20 Novembre 2019 ore 16:04

Deficit di attenzione e iperattività: se ne è parlato a Vicenza.

Deficit di attenzione e iperattività: che cos'é?

L’ADHD è l’acronimo inglese del disturbo da Deficit di attenzione e iperattività inserito nel Manuale Diagnostico e Statistico, quinta edizione del 2013 come disturbo del neurosviluppo. Nei bambini si stima il 5% e 2,5% negli adulti.
I sintomi si possono manifestare fin da piccoli ed è molto importante fare una diagnosi precoce.

I trattamenti sono multimodali: parent training, teacher training, e terapia cognitivo comportamentale e se necessaria terapia farmacologica.

L'Italia un passo indietro rispetto agli altri paesi europei

L’Italia rispetto agli altri paesi europei è un passo indietro, quando va bene il disturbo viene riconosciuto altrimenti neppure viene preso in considerazione. Più facile che venga diagnosticato ai bambini, soprattutto se iperattivi. Diventa un dramma quando il disturbo non è riconosciuto e il ragazzo/ adolescente se non viene trattato adeguatamente può andare incontro a dispersione scolastica, disturbo oppositivo provocatorio, disturbo della condotta, abuso di sostanze, ansia e depressione, perdita del lavoro, frequenti separazioni.
Quando il ragazzo compie 18 anni, esce dalla presa in carico della neuropsichiatria e viene preso in carico dalla psichiatria.

Pochi, pochissimi i centri ADHD per adulti. Le varie Regioni hanno individuato nell’ambito delle province quale dipartimento di psichiatria puo’ prescrivere il farmaco ( il metilfenidato), peccato però che in realtà non viene prescritto. A Verona non ne esiste nessuno.

"ADHD: transizione all'età adulta del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività"

"Il secondo convegno regionale in Veneto dell'Associazione Italiana Famiglie ADHD costituisce momento di approfondimento su uno degli aspetti più difficili ed ancora poco conosciuti della continuità terapeutica per gli adolescenti e giovani adulti con ADHD: la transizione di presa in carico terapeutica dai servizi di neuropsichiatria dell'infanzia e adolescenza ai servizi di salute mentale per l'età adulta - spiega Patrizia Stacconi, presidente di AIFA Odv - Criticità evidenziata anche nelle recenti “Linee di indirizzo sui disturbi neuropsichiatrici e neuropsichici dell’infanzia e dell’adolescenza” (Rep. Atti n.70/CU del 25 luglio 2019) che dovranno essere recepite dalle Regioni. Infatti, il documento cita in numerosi punti il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività ed evidenzia che per i disturbi psichiatrici la transizione dai servizi per l'età evolutiva all'età adulta presenta ancora rilevanti criticità, in particolare per gli utenti con ADHD dei quali pochissimi risultano seguiti dai servizi psichiatrici per l'età adulta (pag.30). Partendo dalla precisa analisi e descrizione delle criticità dei servizi di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza nel territorio italiano, le Linee di indirizzo danno indicazioni alle Regioni circa l'organizzazione territoriale dei servizi, l'auspicio è che ciò si traduca al più presto in risposte anche ai bisogni di salute e di cura delle persone con ADHD". L'ADHD, acronimo inglese del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, è inserito nel DSM5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione nel 2013) tra i Disturbi del Neurosviluppo con una prevalenza di ADHD circa nel 5% dei bambini e circa nel 2,5% degli adulti. In Veneto, la stima, è di circa 5.600 minori tra i 6 ed i 17 anni con ADHD grave (su circa 28.000 minori con ADHD da lieve a grave) mentre gli adulti con ADHD tra i 18 ed i 67 anni (maggiorenni in età lavorativa) sarebbero circa 79.000.

lavori del convegno "ADHD: transizione all'età adulta del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività" saranno introdotti e moderati da Roberto Tombolato, segretario regionale della sezione Veneto della Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza. Antonella Calore, referente AIFA Odv di Vicenza presenterà l'Associazione Italiana Famiglie ADHD e il Gruppo di Auto Mutuo Aiuto genitori ADHD Vicenza. Donatella Benetti, presidente di AIDAI Veneto illustrerà il rapporto di collaborazione con AIFA Odv. Andreas Conca, direttore del Servizio psichiatrico, età evolutiva e adulta, del Comprensorio di Bolzano, approfondirà il tema dell'ADHD nell'adulto con un intervento dal titolo "ADHD diagnosi in età adulta, presa in carico. Problematiche relative alla vita sociale, l'inserimento lavorativo, le relazioni familiari nel paziente adulto". Pasqualina Rocco, psichiatra del Dipartimento Dipendenze Ulss n. 2 Marca Trevigiana tratterà la correlazione tra ADHD e dipendenze. Dino Maschietto, direttore della UOC di neuropsicopatologia dello sviluppo Ulss 4 Veneto orientale interverrà su "ADHD definizione del disturbo, diagnosi in età evolutiva, presa in carico, evolversi del disturbo. Verso l'età adulta".

L'ADHD, acronimo inglese del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, è inserito nel DSM5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione nel 2013) tra i Disturbi del Neurosviluppo con una prevalenza di ADHD circa nel 5% dei bambini e circa nel 2,5% degli adulti. In Veneto, la stima, è di circa 5.600 minori tra i 6 ed i 17 anni con ADHD grave (su circa 28.000 minori con ADHD da lieve a grave) mentre gli adulti con ADHD tra i 18 ed i 67 anni (maggiorenni in età lavorativa) sarebbero circa 79.000. (Utilizzando i dati della popolazione al 1 gennaio 2019 sul sito ISTAT) L'ADHD nelle persone può assumere diverse traiettorie evolutive, sia a seconda di eventuali altri disturbi associati, sia principalmente per l'appropriatezza/inappropriatezza della presa in carico terapeutica. Tra le conseguenze più diffuse dell’ADHD non trattato abbiamo l’abbandono degli studi, la perdita del lavoro, separazioni, frequenti incidenti e ritiro della patente, trascurare la propria salute, fino ad arrivare all’uso di sostanze e al commettere reati. AIFA Odv chiede che l'Italia si doti di linee guida istituzionali specifiche per la diagnosi e cura dell'ADHD.