Operazione “Davide & Golia”

Doping e steroidi, operazione dei Nas: coinvolta anche la provincia di Verona

Sequestrate sostanze pericolose usate per "gonfiare" i muscoli che causano tumori, disturbi del sonno e aumento della libido.

Doping e steroidi, operazione dei Nas: coinvolta anche la provincia di Verona
Cronaca Verona Città, 20 Gennaio 2021 ore 11:31

Doping e steroidi anabolizzanti: operazione dei Carabinieri del Nas porta a tre arresti, dodici denunce e al sequestro di 1.700 pastiglie oltre a 210 fiale da iniettare.

La centrale a Pinerolo

La centrale di questo “traffico” di sostanze anabolizzanti (vietate e pericolose per la salute, sarà bene ricordarlo) è a Pinerolo, ma sono ben 15 le province italiane coinvolte per lo smercio del doping nelle palestre.

L’operazione, battezzata “Davide & Golia”, è scattata all’alba di ieri e si è sviluppata nell’ambito delle province di Alessandria, Arezzo, Avellino, Brescia, Catania, Cuneo, Frosinone, Imperia, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Salerno, Torino, Vercelli e Verona, con epicentro principale nel pinerolese ha consentito di disarticolare un consolidato sistema finalizzato al traffico di sostanze dopanti, alcune anche a effetto stupefacente, operativo in tutto il territorio nazionale e con legami commerciali anche all’estero.

Le indagini sono state avviate nel 2019 a seguito di un sequestro di farmaci anabolizzanti (steroidi a base di oxandrolone, stanozololo e metenolone che portano a disturbi del sonno, aumento della libido e cancro alla prostata). Ce li aveva in quantità un soggetto gravitante nel mondo del culturismo, impiegati dallo stesso per se stesso quando doveva fare delle gare.

I reati: sportivi e penali

I reati ipotizzati sono “utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche” ed “esercizio abusivo della professione medica”. Se per quanto riguarda l’uso a fini sportivi si incorre tutt’al più in squalifiche (anche a vita) dalle competizioni ed a sanzioni amministrative, l’esercizio abusivo della professione medica è molto più grave. Questo reato, infatti, viene normato dall’articolo 348 del Codice Penale e prevede una multa fino a 50.000 euro e la reclusione fino a 3 anni.

Dall’inizio dell’attività d’indagine sono complessivamente 26 le persone indagate a vario titolo per i medesimi reati. Le sostanze dopanti, vere e proprie “bombe” in alcuni casi, venivano importate dall’estero in Italia e commercializzate attraverso ignari corrieri all’interno di plichi anonimi o con intestatari fittizi.

Il doping sequestrato

Ingenti le sostanze sottoposte a sequestro nel corso delle indagini del Nas e nell’àmbito dell’operazione: 58 confezioni, 210 fiale, 1.722 compresse, 13 blister e 51 siringhe per l’inoculamento delle dosi. Da notare che si tratta di sostanze tutte dannose per la salute. Sia sotto il profilo medico (alterano i regolari processi biologici dell’organismo con notevoli contro-indicazioni), sia sotto il profilo psicologico (quando si comincia a usarle se ne diventa in qualche modo “dipendenti”).

Il commercio di questi farmaci vietati avrebbe fruttato ai tre arrestati circa 15.000 euro all’anno di guadagno ciascuno. Niente più doping e steroidi, quindi, almeno per adesso grazie agli arresti e al sequestro effettuati dai Nas.

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