A Verona, nella giornata del 1 marzo 2026, i genitori dei bambini iscritti all’istituto scolastico posto sotto sequestro lo scorso 11 febbraio hanno manifestato in piazza Cittadella per richiedere l’installazione di sistemi di videosorveglianza nelle strutture educative.
I dettagli della mobilitazione cittadina
I promotori della protesta hanno allestito un presidio informativo caratterizzato da palloncini bianchi e un gazebo per la distribuzione di volantini.
“Io sono qui, insieme ad altre mamme, proprio perché siamo rimaste scosse da questa situazione e siamo qui per cambiare le cose”
Ci racconta Rossella Pignatelli, una delle mamme presenti ieri in piazza.
Attraverso l’utilizzo di codici QR, i passanti hanno potuto accedere direttamente alla piattaforma per la sottoscrizione della proposta di legge.

La mobilitazione punta a trasformare l’indignazione per i fatti di cronaca in un intervento normativo concreto che garantisca il monitoraggio costante delle attività d’aula.
L’obiettivo delle 50mila firme
Per depositare ufficialmente la proposta di legge di iniziativa popolare, il comitato organizzatore deve raccogliere almeno 50mila firme. Secondo i dati aggiornati al pomeriggio del 1 marzo, le adesioni hanno raggiunto quota 26mila, superando la metà del quorum richiesto.
“Abbiamo steso la petizione non sono ai nidi, ma anche alle RS, dove ci sono persone fragili che non possono parlare, e quindi per dare tutela alle persone indifede che non possono comunicare che sono in difficoltà”
Dice Elisa Arvati, promotrice della petizione su change.org.

Le genitrici e i padri degli alunni hanno confermato che la raccolta proseguirà nei prossimi giorni, sia attraverso banchetti fisici sia tramite i canali digitali.
L’istanza legislativa trae origine dagli eventi dello scorso febbraio, quando le indagini delle forze dell’ordine hanno interrotto l’attività di un asilo veronese. Il sequestro della struttura e l’allontanamento delle cinque dipendenti hanno evidenziato la necessità, secondo i familiari, di strumenti tecnologici di prevenzione. “L’obiettivo è ottenere una legge che non lasci zone d’ombra all’interno delle scuole”, hanno dichiarato alcuni rappresentanti dei genitori impegnati nel volantinaggio.