"Dovevo tacere era l'accordo" a parlare l'ex presidente della scuola materna di San Bendetto di Lugana

Franco Paolo Vitale ha rotto il silenzio in questi giorni e ha raccontato la sua verità.

"Dovevo tacere era l'accordo" a parlare l'ex presidente della scuola materna di San Bendetto di Lugana
Garda, 19 Aprile 2018 ore 04:16

"Dovevo tacere era l'accordo" a parlare l'ex presidente della scuola materna di San Bendetto. Franco Paolo Vitale ha rotto il silenzio in questi giorni e ha raccontato la sua verità.

Altro giro di giostra

Non è ancora finito il confronto fra l'ex presidente della scuola materna di San Benedetto di Lugana Franco Paolo Vitale e il sindaco di Peschiera del Garda Maria Orietta Gaiulli. «Il sindaco aveva chiesto espressamente alla mia coordinatrice di finirla e chiudere questa storia e io ho rispettato l'accordo - ha affermato Vitale –. Dopo pochi giorni è uscito l'articolo pieno di "inesattezze". L'avevo promesso alla mia coordinatrice, volevo chiudere la faccenda, non mi piaceva venisse fuori una immagine sbagliata della mia scuola. Ora non posso più tacere».

La vicenda delle vetrate crepate

Allarmismo e urla in piazza sulla sicurezza dei bambini, il primo cittadino Maria Orietta Gaiulli rassicura: «La scuola è sicura e lo è sempre stata». Sessanta genitori circa hanno protocollato lunedì 9 aprile, alla mattina, in Comune una raccolta firme. Protagonista questa volta, un po’ più in là della rotonda di San Benedetto di Lugana era la scuola materna Augusta. Prima le dimissioni del presidente e poi foto e richieste di accessi agli atti che riguardano delle crepe nelle vetrate della scuola. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata però lasciata dai rappresentanti dei genitori. La storia delle vetrate affonda le sue radici già nel 2015.

La spiegazione di Gaiulli

«Sono state messe in giro da alcuni personaggi noti tantissime bugie grossolane e volgari – ha commentato Gaiulli –. La gravità delle bugie è che sono state dette ai genitori dei bambini, per nulla. Chi lo ha fatto ha mentito sapendo di farlo. La storia parte nel 2015, si rilevarono le prime crepe nei vetri. Si aprì il procedimento per accertare la responsabilità da parte di chi era coinvolto nella realizzazione della scuola. Diverse le lungaggini, tra le tempistiche del giudice e alcuni convenuti che si sono costituiti chiamando in causa altre parti, insieme ai fallimenti crearono rallentamenti e portarono questo accertamento tecnico preventivo a marzo di questo anno. Il Ctu (Consulente Tecnico d’Ufficio), un ingegnere incaricato dal giudice, per individuare le responsabilità e quantificare i danni, fissò un accesso nel primo pomeriggio di inizio marzo ma la scuola rispose che non sarebbe stato possibile a quell’ora senza dare un’alternativa per mantenere quella data. Venne così spostato l’accesso al mese successivo, il 7 aprile. Qualche giorno prima il presidente dimissionario iniziò a inculcare nella testa dei genitori che i bambini fossero a rischio vita, mise delle precauzioni in autonomia nel dormitorio. Creò ansia nei genitori che iniziarono ad agitarsi e si recarono da me. Il 7 aprile tre ingegneri e due architetti, hanno preso il vetro, arpionato, girato, sradicato, battuto e caricato sul camion senza che questo si rompesse. Anche l’ingegnere disse al presidente che chiaramente le vetrate così erano brutte ma, ripeté più volte, non sarebbe successo nulla. Sono vetri a posta perché non succeda nulla». La vetrata prima dell’uscita del  Ctu non è stata sostituita perché essendoci una questione legale aperta, non si poteva sostituire «la prova». Sembra che le crepe siano causate dello shock termico del sole che, senza frangi-vetri, batte sulle vetrate. A breve verrà cambiato il vetro. In più a ottobre sono stati aggiunti dei teli oscuranti che hanno aggravato la situazione. «Le firme sono state estorte ai genitori dicendo loro che i bambini erano in pericolo di vita, inconsapevoli delle bugie che stavano ascoltando» ha concluso Gaiulli «il Ctu  ha transitato nella navata a destra della scuola ha notato la compromissione della sicurezza data dalle scarpine dei bambini lasciate in quella zona e dall’altra parte compare un albero. Auspico che nella gestione delle scuole abbiano a cuore il bene dei bambini davvero».

La replica di Vitale

Il presidente, lette le dichiarazioni di Gaiulli, ha voluto fornire la sua verità con una lettera alla redazione e delle dichiarazioni a posteriori.

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