Cronaca
Sanità

Eroi in corsia "dimenticati", la manifestazione degli operatori sanitari VIDEO

"Se non ci occupiamo di mettere in sicurezza il personale sanitario, mettiamo a rischio la loro salute e anche quella dei cittadini".

Cronaca Verona Città, 14 Novembre 2020 ore 08:54

Sicurezza, assunzioni e contratti. Queste le priorità degli operatori sanitari, veri e propri eroi in corsia, che chiedono ora risposte e rivendicano i propri diritti.

Gli eroi dimenticati

Sono stati "acclamati" come degli eroi nel corso della fase più acuta della prima ondata di coronavirus. Per gli operatori sanitari sono stati realizzati murales, video, canzoni. Eppure ancora oggi, in piena seconda ondata Covid, per molti operatori sanitari mancano anche le più basilari tutele. Ed è proprio nella direzione opposta che va la manifestazione di ieri, venerdì 13 novembre, per chiedere "sicurezza, assunzioni e contratti".

Eroi in corsia "dimenticati", la manifestazione degli operatori sanitari VIDEO

Cgil, Cisl, Uil Pa

“Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini”. Non è solo uno slogan, è un impegno preciso, è una necessità nell’emergenza che a Verona si va aggravando. Per questo Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl e Uil Pa venerdì 13 novembre a partire dalle ore 11 davanti all’Ospedale di Borgo Trento hanno dato vita ad un presidio per tutti i lavoratori del pubblico impiego, in segno di solidarietà verso il personale sanitario che sta affrontando in prima linea questa emergenza pandemica, per rivendicare il diritto a lavorare in sicurezza, il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni. Una iniziativa che segue lo stato di agitazione già proclamato dalle categorie nelle scorse settimane.

Eroi in corsia "dimenticati", la manifestazione degli operatori sanitari VIDEO

Cosa si chiede

"In una situazione sanitaria sempre più sotto pressione, con il personale già provato dalla prima ondata dell’epidemia, è assolutamente necessario:

  • Garantire loro di lavorare in sicurezza, assicurandogli costantemente dispositivi diprotezione individuale, tamponi e sorveglianza sanitaria. Non è accettabile che proprio chi ci protegge debba lavorare in condizioni di scarsa sicurezza. Tante sono le lamentele che arrivano dai luoghi di lavoro per la mancata osservanza delle procedure di contenimento del virus e aumenta il numero dei positivi tra gli operatori delle aziende sanitarie scaligere. Servono tempi certi e rapidi per gli esiti dei tamponi. Se non ci occupiamo di mettere in sicurezza il personale sanitario, mettiamo a rischio la loro salute e anche quella dei cittadini e il servizio di cura;
  • Procedere con nuove assunzioni per implementare il personale e rafforzare i servizi sanitari, anche attraverso la stabilizzazione dei “precari”. Gli attuali numeri non sono sufficienti a contrastare l’epidemia ed espongono i sanitari a stress e contagio. Se cede la prima linea siamo tutti a rischio!
  • Recuperare risorse economiche per riconoscere il disagio e l’aumento del lavoro sul fronte dell’epidemia e per valorizzare l’impegno mai venuto meno del personale coinvolto nell’emergenza.
  • Rinnovare rapidamente i contratti, per valorizzare la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori. Non solo una gratificazione nei confronti di chi con spirito di abnegazione sta affrontando la pandemia in condizioni critiche, ma anche prima di tutto un diritto".

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