Cronaca

False generalità in posta

Voleva aprire un conto corrente ed è stato pizzicato dalla polizia.

False generalità in posta
Cronaca Verona Città, 22 Giugno 2018 ore 16:09

False generalità in posta. Voleva aprire un conto corrente ed è stato pizzicato dalla polizia.

 Falsa identità per aprire un conto

È accaduto lo scorso 18 giugno in via Porta Organa, a Verona: il tentativo di truffa è stato effettuato da un italiano di 36 anni che, intenzionato ad aprire un nuovo conto corrente, ha presentato all’addetto dell’Ufficio Postale, documenti attestanti una falsa identità. L’uomo, C.S, di origine cosentina ma residente a Mantova, si era recato presso l’Ufficio Poste con l’intenzione di aprire un conto corrente “Banco Posta”. L’intestatario ha fornito al personale Carta di Identità e Tessera Sanitaria recanti il nominativo di Bonavita Antonino, nato a Catanzaro nel 1984.

Bloccato dall'antifrode

Gli addetti, non rilevando anomalie, hanno avviato quel giorno la procedura per l’apertura del conto consegnando all’uomo la carta Postamat e un libretto di assegni. Dopo poche ore il Centro Prevenzione Frodi di Roma ha rilevato la non conformità della documentazione fornita procedendo a bloccare il conto corrente.

Truffatore ignaro, protesta

Proprio questo il truffatore, lo scorso pomeriggio, è tornato nuovamente all’ufficio postale, al fine di segnalare il malfunzionamento della Carta. Il direttore, riconosciuto l’uomo, ha contattato immediatamente le Forze dell’Ordine che, giunte sul posto, hanno accertato la contraffazione dei documenti precedentemente forniti.

L'intervento della polizia

C.S, preso alla sprovvista dall’arrivo della Polizia, alla richiesta di fornire le proprie generalità, ha confermato dapprima quelle false già dichiarate all’Ufficio Postale. Incalzato dalle domande degli agenti, di lì a poco, l’uomo ha confessato la propria reale identità dichiarando di aver utilizzato dei documenti trovati il mese precedente in stato di abbandono, senza riuscire però a indicare il luogo del rinvenimento.

Indagato

C. S., dopo gli accertamenti necessari, è divenuto indagato in stato di libertà per i reati di tentata truffa aggravata, falsità materiale commessa da privato, sostituzione di persona e false attestazioni a Pubblico Ufficiale.