Il caso

“Fermiamo il declino dell’ospedale di Legnago”, il PD si mobilita

Il volantino denuncia "il progressivo depotenziamento dell'Ospedale di Legnago"

“Fermiamo il declino dell’ospedale di Legnago”, il PD si mobilita
Verona Città, 14 Febbraio 2020 ore 19:33

Il PD ha divulgato un volantino: “Fermiamo il declino dell’ospedale di Legnago”

“Fermiamo il declino dell’ospedale di Legnago”, il PD si mobilita

“Fermiamo insieme il declino dell’ospedale di Legnago”. È questo il titolo del volantino che il Partito Democratico di Legnago sta distribuendo porta a porta. Il volantino denuncia il progressivo depotenziamento dell’Ospedale di Legnago a partire dalla decisione, presa 4 anni fa dalla Regione Veneto, di commissariare l’Ulss 21 di Legnago e farla confluire nell’Ulss unica provinciale.

Il volantino

Il volantino recita:

“Denunciamo il tentativo in atto da parte della Regione Veneto di declassare l’Ospedale Mater Salutis di Legnago
Con l’avvento dell’ULSS 9 provinciale:
• l’attività delle sale operatorie si è ridotta del 50%;
• le liste di attesa si sono allungate in modo insostenibile per i pazienti.
Cosa fa l’Amministrazione Comunale di Legnago per impedire tutto questo? L’obiettivo della Regione Veneto a conduzione leghista è evidente: passare da un Sistema Sanitario pubblico a un Sistema Sanitario privato. La strategia è chiara: depotenziare progressivamente le strutture pubbliche, e l’allungamento delle liste d’attesa ne è un esempio . Il processo è lento ma il risultato è sicuro e i cittadini veneti se ne stanno accorgendo visto che spendono per la sanità privata 3,9 miliardi all’anno (studio Acli).
Il declino del nostro Ospedale è iniziato quando il Presidente Zaia, nel 2015, ha deciso di commissariare l’allora Ulss 21, facendola confluire nell’Ulss unica provinciale. L’accentramento a Verona ha determinato la riduzione di risorse umane e finanziarie, di servizi e primariati all’ospedale Mater Salutis, con ripercussioni inevitabili per i pazienti.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
• È preoccupante che la Regione non sia capace di proporre soluzioni ef caci al
problema delle liste d’attesa per gli esami strumentali, le visite specialistiche e gli
interventi chirurgici.
• Non è vero che il rispetto totale del tempo d’attesa è pari al 96%, come ha sostenuto il Sindaco in Consiglio Comunale, perché si omette che quel dato è riferito solo alle richieste accolte, non tenendo conto delle tante richieste negate, quando dal CUP rispondono che le liste sono chiuse e che non è possibile dare un appuntamento.
Ci dicono che all’Ospedale Mater Salutis la riduzione del 50% degli interventi chirurgici e l’allungamento delle liste operatorie è dovuta alla carenza generale di anestesisti. Chiediamo allora al Sindaco Lorenzetti, nella sua qualità di Autorità sanitaria locale e di Vicepresidente della Conferenza dei sindaci: Qual è la situazione degli anestesisti nell’Ulss 9? C’è un’adeguata compensazione tra gli ospedali dell’Ulss
oppure sono solo i nostri specialisti ad andare regolarmente a prestare la loro opera anche negli altri ospedali?”

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