Verona

Festino notturno tra schiamazzi e musica alta, arrestato 28enne per lesioni a pubblico ufficiale

I due operatori di volante intervenuti sono stati colpiti da calci, morsi e graffi.

Festino notturno tra schiamazzi e musica alta, arrestato 28enne per lesioni a pubblico ufficiale
Verona Città, 02 Luglio 2020 ore 17:01

Gli agenti sono intervenuti dopo le segnalazioni.

Festino alle 4 della mattina

I vicini di casa, intorno alle 4 hanno chiamato la Polizia per segnalare musica ad alto volume e schiamazzi provenienti da un’abitazione di via Rivoli. Così, gli agenti delle Volanti sono intervenuti sul posto, come spesso accade, per verificare la veridicità della segnalazione e, eventualmente, per redarguire i disturbatori della quiete pubblica.

Intercettato un 28enne

È così che ieri, mercoledì 1 luglio 2020, alle prime ore dell’alba, i poliziotti sono riusciti ad intercettare A.D.S.D., ventottenne di nazionalità brasiliana, soggiornante irregolarmente in Italia dal 2018, anno in cui il Prefetto di Verona aveva disposto la sua espulsione dal territorio dello Stato. Nell’abitazione in cui si stava svolgendo il “festino” notturno, gli agenti hanno identificato anche altri cittadini stranieri, questi tutti regolari che, senza opporre resistenza, si sono sottoposti al controllo di Polizia. Il ragazzo di 28 anni, invece, dapprima barricatosi all’interno di una delle stanze dell’appartamento, ha aggredito gli agenti nel tentativo di sottrarsi alle verifiche in atto.

E’ stato arrestato

Denunciato per rifiuto di fornire le proprie generalità, l’uomo è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I due operatori di volante intervenuti, colpiti da calci, morsi e graffi, sono, infatti, riusciti con difficoltà a trattenere il cittadino straniero e, durante la colluttazione, hanno subito lesioni giudicate guaribili, rispettivamente, in 7 e 5 giorni. Il 28enne brasiliano è stato trattenuto presso gli Uffici di Lungadige Galtarossa fino a questa mattina, giovedì 2 luglio 2020, data fissata per la celebrazione del rito direttissimo, per poi essere accompagnato in Tribunale dove il giudice, dopo la convalida dell’arresto, ha comminato la pena di 4 mesi di reclusione.

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