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Fevoss Verona il primo pulmino diventa auto d’epoca

Iniziò a girare in lungo e in largo tra città e provincia nei primi mesi del ’92 e diede di fatto vita all’allora sperimentale servizio di trasporto sociale.

Fevoss Verona il primo pulmino diventa auto d’epoca
Verona Città, 14 Febbraio 2019 ore 13:46

Fevoss Verona il primo pulmino diventa auto d’epoca. Iniziò a girare in lungo e in largo tra città e provincia nei primi mesi del ’92 e diede di fatto vita all’allora sperimentale servizio di trasporto sociale.

Fevoss Verona il primo pulmino diventa auto d’epoca

Di quanti chilometri abbia fatto, in lungo e in largo tra città e provincia toccando anche altre regioni, ormai si è perso il conto da tempo: una cifra enorme che ricorda con esattezza solo il meccanico che in questi decenni lo ha costantemente rimesso in strada, curandone gli acciacchi del tempo. Quel che è certo è che i sedili del primo furgone Fevoss adibito al trasporto sociale delle persone, di strada intrecciata a esperienze e racconti di vita ne ha vista molta. Tanto che, anche una volta diventato obsoleto e sostituito con mezzi più moderni e equipaggiati anche per il trasporto disabili, non è andato in pensione. Al contrario, completamente manutentato con pezzi originali, il mitico 9 posti Volkswagen è diventato auto d’epoca con tanto di certificazione dell’Asi, Automoclub Storico Italiano. E rimane il simbolo degli albori del trasporto sociale nel veronese. “Nel ’91 grazie a una raccolta fondi siamo riusciti a comperare questo mezzo. E abbiamo dato vita a un servizio che, negli anni, si è rivelato essenziale per migliaia di persone che vivono sole e per le quali era impossibile effettuare terapie e esami in day hospital o frequentare i centri anziani” ricorda Alfredo Dal Corso, presidente della Fondazione Fevoss.

La crescita di Stacco

Dagli anni ’90 ad oggi il servizio si è ulteriormente evoluto, strutturandosi, espandendosi oltre i confini del veronese e mettendo in rete numerose associazioni. Partito ufficialmente nel 2009, Stacco non si è mai fermato e ad oggi, solo a Verona, coinvolge 317 volontari appartenenti a 21 associazioni, grazie al coordinamento della Federazione del Volontariato di Verona ente gestore del Centro di Servizio per il Volontariato di Verona e su finanziamento della Regione Veneto. Complessivamente, sulle quattro province, soddisfa la domanda di circa 10.000 utenti e conta su una flotta automezzi di 206 veicoli. Il convegno di sabato 16 febbraio, dalle 10 alle 15, negli spazi del Museo Nicolis di Villafranca – che per l’occasione ospiterà tra le molte auto anche il pulmino storico Fevoss –  intende fare il punto sul servizio, snocciolando non solo i dati e i numeri che l’attività muove in termini di utenti, chilometri fatti, volontari coinvolti ma anche presentare i risultati di un’indagine svolta sulla valutazione d’impatto sociale di Stacco.

Soddisfazione del Csv

“I numeri che presenteremo sono sorprendenti e riguardano anche la ricaduta economica che questo servizio ha sul territorio. Grazie a un contributo regionale e alla forza del volontariato, Stacco restituisce in termini di costi ben più di quanto riceve: circa quattro volte tanto. Senza tralasciare il fatto che dietro al servizio di accompagnamento c’è molto di più: ci sono storie di solitudine alleviata dai volontari che accompagnano queste persone e condividono tempo con loro”, anticipa, senza troppo svelare, Chiara Tommasini, presidente del Csv.

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