Pacengo di Lazise

Fingevano di essere turisti per rubare le biciclette a noleggio e smontarle, arrestati

L'immediata perquisizione del mezzo consentiva di fare rinvenire diverso materiale quali strumenti da lavoro come arenesi multiuso, apparecchiatura Jammer e localizzatore device Gsm.

Fingevano di essere turisti per rubare le biciclette a noleggio e smontarle, arrestati
Garda, 09 Agosto 2020 ore 09:31

Proseguono i controlli sul territorio.

Prevenzione e repressione dei furti

Nel pomeriggio di venerdì 7 agosto 2020, i Carabinieri della Stazione di Lazise, nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dei furti su auto, mentre pattugliavano l’area parking della località Pacengo di Lazise, notavano un uomo aggirarsi tra un furgone ed un autovettura che, nel momento in cui si accorgeva della presenza dei militari, dopo aver abbassato la visiera del berretto che calzava, voltava le spalle e si allontanava repentinamente dal punto in cui era stato notato; ritenendo questo movimento sospetto, i Carabinieri prontamente decidevano di procedere al suo controllo.

Ha certa di allontanarli

Alla richiesta dei documenti, l’uomo si giustificava dicendo che non li aveva con sé in quanto li custodiva sua moglie la quale, a suo dire, si era allontanata per andare ad acquistare una bottiglia di vino. Nella circostanza, affinché fosse creduto, invitava i militari a seguirlo per condurli nel negozio in cui si era recata la consorte con l’evidente intento di allontanarli dal luogo dove era stato notato. Queste affermazioni, associate allo stato di agitazione e preoccupazione che il controllato manifestava, non solo non convinceva i Carabinieri ma alimentava ulteriormente i loro sospetti. Nell’occasione uno dei due militari si portava nel posto esatto in cui l’uomo era stato notato inizialmente, precisamente tra il furgone e l’autovettura parcheggiati a circa 50 metri da dove si trovavano, al fine di verificare se i due veicoli fossero stati forzati. Non appena arrivato nelle immediate vicinanza del furgone, il Carabiniere constatava che una portiera era socchiusa e che dall’interno del mezzo provenivano dei rumori.

Il ragazzo era intento a smontare le bici

A quel punto decideva di aprire il portellone sorprendendo un ragazzo intento a smontare una bicicletta. Dopo avergli intimato di appoggiare per terra il cacciavite che aveva in pugno, il malfattore reagiva scagliandosi contro il Carabiniere per tentare di fuggire, ma veniva comunque prontamente bloccato da quest’ultimo che lo afferrava per un polso facendogli perdere la presa dello strumento da lavoro. Il giovane proprio non voleva saperne di farsi controllare, tant’è che continuava a dimenarsi con spallate e gomitate date con il braccio rimasto libero per tentare di colpire il militare che provvedeva a questo punto ad immobilizzarlo ammanettandolo.

La perquisizione del mezzo

L’immediata perquisizione del mezzo consentiva di fare rinvenire diverso materiale quali strumenti da lavoro come arenesi multiuso, apparecchiatura Jammer e localizzatore device Gsm, una decina di cellulari accesi, nonché tre costose biciclette di cui una completamente smontata. I militari, ritenendo che quanto trovato potesse trattarsi di provento di furto, conducevano i due fermati presso i propri uffici per ulteriori accertamenti. Dalle immediate indagini, i Carabinieri appuravano che i due (identificati in Z.R. di anni 54 gravato da numerosi precedenti di polizia e V.L. di anni 29, incensurato, entrambi lituani e in Italia senza fissa dimora), nella mattinata, avevano regolarmente affittato per un solo giorno il furgone, a bordo del quale si erano recati in tre diverse località dell’area lacustre, in ciascuna delle quali avevano noleggiato, previa sottoscrizione di contratto, le tre costose biciclette dal valore complessivo di 9.500 euro.

Individuati i titolari dei negozi

Individuate le vittime del reato (i titolari di tre negozi di noleggio bici del Lago di Garda) venivano ascoltate con attenzione dai Carabinieri e, dall’analisi congiunta delle rispettive denunce, si appurava anche il modus operandi utilizzato dai malfattori che può essere così sintetizzato: nel negozio di noleggio si presentava uno dei due fermati, quello più giovane, in tenuta da ciclista, il quale, fingendo di essere uno dei tanti turisti del lago di Garda, parlava in inglese e sottoscriveva un contratto di noleggio di una bicicletta per un solo giorno con obbligo di restituzione nel pomeriggio. Nella circostanza esibiva un documento di identità, poi risultato di un altro lituano, e forniva, quale garanzia, gli estremi di una carta di credito. A questo punto si allontanava a bordo della bicicletta noleggiata.

Sempre lo stesso iter

Tale iter criminis veniva confermato dai due lituani i quali, oltre a dotarsi di arenesi multiuso e di attrezzi adatti a smontare le biciclette in piccoli pezzi, materiale trovato sul furgone, avevano anche tutto l’occorrente per poi impacchettare le bici smontate per il successivo trasporto in Lituania. Tuttavia non riferivano nulla riguardo ai telefoni cellulari trovati in loro possesso, nonché all’apparecchiatura Jammer ed al localizzatore device Gsm, il primo solitamente utilizzato per inibire ogni forma di trasmissione radio e il secondo per localizzare eventuali dispostivi GPS, strumenti che servivano evidentemente alla asportazione delle biciclette dotate di GPS, come quelle trovate nel furgone e ad impedire il loro successivo rintraccio. Raccolti inequivocabili elementi di colpevolezza sul conto dei due lituani, i Carabinieri li dichiaravano quindi in stato di arresto. Nella mattinata di ieri, sabato 8 agosto 2020 i due sono stati giudicati con rito direttissimo, all’esito del quale, dopo la convalida dell’arresto, venivano concessi i termini a difesa, rinviando l’udienza al 9 dicembre p.v., e i due malfattori venivano rimessi in libertà ma veniva disposto a loro carico il divieto di dimora nella provincia di Verona.

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