Cronaca

Finti carabinieri alla porta, anziani truffati a Valeggio

Una coppia di Valeggio vittima di due malviventi che si sono presentati a casa come maresciallo e brigadiere

Finti carabinieri alla porta, anziani truffati a Valeggio
Cronaca 17 Ottobre 2017 ore 13:43

Una coppia di Valeggio vittima di due malviventi che si sono presentati a casa come maresciallo e brigadiere

Ci sono il finto avvocato e il sedicente carabiniere o poliziotto, l'amico inventato e la ragazza che, senza motivo, si fa prendere dal turbine della passione. C'è quello che agisce da solo, protetto dalla propria parlantina, e quelli che operano in coppia, pronti a garantirsi la frase che apre le porte. Sono molti e diversi tra loro. Ma una cosa in comune c'è sempre: sono truffatori della peggiore specie. Quelli che imbrogliano gli anziani. Mario e Paola (nomi di fantasia, ndr.), marito e moglie 80enni da sempre residenti in località Pozzi, preferiscono non svelare sulle pagine di Villafranca Week la loro identità; la vergogna il senso di inadeguatezza è ancora forte, ma più forte è la voglia di portare all’attenzione della gente quanto vissuto.

«Sa perché parlo? Per evitare che altri vivano quello che è toccato a noi, questi delinquenti ti rubano la dignità, la sicurezza. L’oro che ci hanno portato via è niente rispetto a quello che ci hanno tolto…sono stati bravi, ci hanno raggirato - tuona Mario con voce stentorea - sapevano tutto, era impossibile dubitare. Sapevano dove ho fatto benzina con la macchina tre giorni prima...». Venerdì l’altro, 29 settembre, dalle 13.30 alle 13.50, in una ventina di minuti all’interno della loro casa va in scena la truffa dal copione perfetto. Suona il campanello,alla porta si palesa un uomo sulla trentina, italiano (nessuna inflessione), indossa un giubbotto scuro con la scrittacarabinieri, cappello d’ordinanza e stivali. Si presenta come il nuovo maresciallo della stazione di Valeggio, per aumentare la credibilità, mostra un tesserino dell’arma. Chiede di parlare con Mario, del quale conosce ovviamente anche il cognome. Si accomoda in cucina e si mette a sedere, con voce calma, spiega il motivo della visita: sta indagando su una rapina finita nel sangue, un carabinieri è stato ucciso e ora i militari sono sulle tracce della banda attraverso delle banconote. Colpo di scena. Mario: «Mi ha detto che tre giorni prima ero a fare benzina, in un’area di servizio tra Villafranca e Sommacampagna. Vero. E che ho persino pagato con 25 euro e ho ricevuto il resto di 3. Vero anche questo. Mi ha detto il modello della mia auto e il colore, tutto corrispondeva». Fiducia conquistata.

«Mi chiede se ho soldi, gli mostro i 100 euro che ho nel portafogli, mia moglie gli dice di avere degli spiccioli, il resto datole dalla parrucchiera. Ha guardato il denaro e ci ha detto che non era quello insanguinato della rapina e non lo ha preso, anzi mi ha detto di rimetterlo nel portafogli». Altro pezzo di fiducia conquistato. 

Le domande interrogatorie: chiede se i coniugi vivono da soli, se hanno armi, chi viene a trovarli e in quali orari. «Avete dell’oro?» Paola lo accompagna al piano superiore della casa, si scusa per il disordine in camera da letto in quanto sta facendo il cambio stagione degli abiti, mostra la scatola con l’oro: un collier alcune spille e orecchini, ci sono anche delle piccole medagliette trofei dei tornei di bocce, valore economico tra i 4 e i 5 mila euro, valore affettivo senza prezzo. In cucina Mario è strategicamente raggiunto da un  complice. Si deve evitare che la vittima possa pensare, elaborare. L’uomo, anch’egli sui 30 anni, corporatura un po’ più robusta rispetto al finto maresciallo, si presenta come brigadiere. Va in scena lo stesso copione: domande a raffica poste con estrema calma, nessuna fretta di chiudere quella finta visita per motivi di indagine. Al piano di sopra l’oro di Mario e Paola finisce nelle mani guantate del sedicente carabiniere. L’uomo con in mano il bottino scende le scale e con un tempismo assoluto assieme al complice infila la porta dalla quale sono entrati. Dopo pochi istanti passano a bordo di un’auto, in quel preciso momento Mario e Paola realizzano di essere stati truffati e derubati.