Giardini di Castel San Pietro intitolati ad Antonio Avena

Lo storico direttore del Museo Civico è stato l'ideatore dei luoghi simbolo della tragedia Shakespeariana Giulietta e Romeo.

Giardini di Castel San Pietro intitolati ad Antonio Avena
Verona Città, 23 Maggio 2019 ore 19:26

I giardini di via Fontanelle S. Stefano a Castel S. Pietro sono da oggi dedicati alla memoria dello storico direttore del Museo Civico Antonio Avena, ideatore dei luoghi simbolo della tragedia Shakespeariana di Giulietta e Romeo. Ad oltre 80 anni dalla valorizzazione della Casa e della Tomba di Giulietta, la città di Verona rende finalmente il suo doveroso omaggio ad uno dei suoi figli più illustri.

La casa Capuleti e la tomba di Giulietta

Cadeva infatti l’anno 1937, quando la casa Capuleti trovò ufficialmente posto in un edificio duecentesco sito a metà della centralissima via Cappello; mentre la tomba della giovane Giulietta, così come oggi veronesi e turisti la conoscono, venne collocata tra le mura dell’antico ex convento di San Francesco al Corso, attuale sede del Museo degli Affreschi 'G.B. Cavalcaselle'. Il giardini di Castel San Pietro sono il luogo ideale per celebrare Arena, che fu l’esecutore degli importanti interventi per il recupero del Teatro Romano e per la realizzazione del suo Museo Archeologico.

La cerimonia

Alla cerimonia, svoltasi questa mattina alla presenza del sindaco e degli assessori ai Servizi Demografici, Cultura, Patrimonio e Bilancio, sono intervenuti i nipoti di Avena, Franca Bosella e Angiolo e Francesco Cipriani, il presidente della 1ᵃ Circoscrizione, il presidente Agec Roberto Niccolai e il Tenente Colonnello delle Forze Operative Terresti di Supporto Davide Grimaldi. “Oggi rendiamo merito ad un protagonista della vita culturale veronese del ‘900 – sottolinea il sindaco –. La città di Verona deve ad Avena la sua fama Shakespeariana nel mondo e parte del suo attuale ed importante sviluppo turistico. La sua straordinaria visione culturale e l’amore per la conservazione e la valorizzazione di tutto il patrimonio monumentale ed artistico cittadino, rappresentano i segni distintivi di Avena e del suo lungo ed importante impegno a favore di Verona. Per 35 anni direttore del Museo Civico di Verona, Avena è stato il propulsore di progetti straordinari, oggi ammirati ed apprezzati da veronesi e turisti di tutto il mondo”.

“Una storica giornata per la città di Verona"

“Una storica giornata per la città di Verona – ha detto l’assessore Servizi Demografici – che, con questa intitolazione, rende finalmente omaggio ad uno dei suoi cittadini più illustri. Da oggi, in questo luogo suggestivo, da cui ogni giorno veronesi e turisti salgono per ammirare lo splendido panorama sulla città, la memoria e le tante opere realizzate da Avena non saranno mai più dimenticate”.

"La sua genialità ha consentito di realizzare progetti straordinari"

“La sua genialità e il suo amore per la città – ricorda l’assessore alla Cultura – hanno consentito, in oltre 30 anni di attività, la realizzazione di progetti dallo straordinario valore culturale. Sua la creazione della Casa e Tomba di Giulietta e, ancora, il progetto di realizzazione del Museo Archeologico al Teatro Romano, come il restauro di Castelvecchio e dei palazzi Scaligeri in piazza dei Signori e la ricostruzione dell’Arco dei Gavi. Tutti grandi interventi frutto di un unico uomo straordinario che, attraverso la sua vita ed il suo lavoro, è riuscito a lasciarci un patrimonio culturale importantissimo”.

Antonio Avena, Verona 1882 - 1967

Avena nasce a Verona nel maggio del 1882. Dopo il diploma conseguito al liceo classico Maffei, si laurea a Padova con il massimo dei voti e la lode discutendo una tesi sul Bucolicum Carmen del Petrarca. Nel 1906 inizia la sua esperienza lavorativa alla Biblioteca Civica del Comune di Verona e prosegue gli studi storico-letterari, scrivendo importanti saggi tra i quali Nuovi documenti per la vita di Pietro di Dante Alighieri ed un contributo in Fonti per la storia del Risorgimento a Verona. Collabora al bollettino del Museo Civico di Verona Madonna Verona e orienta le sue ricerche e i suoi studi prevalentemente verso la storia dell’arte. Nel 1911 assume l’incarico di guida del Museo Civico.
Durante la prima guerra mondiale, salvaguarda le opere affidate alle sue cure, facendole trasferire a Firenze. Nel 1920 viene nominato Direttore del Museo Civico di Verona, incarico che ricopre fino al 1955. Fra i suoi interventi più importanti si ricordano: la ricognizione della tomba di Cangrande della Scala, posta all’esterno della chiesa di Santa Maria Antica, con il recupero delle vesti e delle armi; la realizzazione del Museo Archeologico al Teatro Romano, inaugurato nel 1924 alla presenza del principe Umberto di Savoia; il restauro di Castelvecchio, con l'architetto Forlati, e la collocazione nelle sale del castello del Museo d'Arte, inaugurato alla presenza del re Vittorio Emanuele III, e successivamente del Salone della Musica (Sala Boggian); la documentazione del Museo Maffeiano nel 1927, quando venne smontato l'allestimento settecentesco per il progetto di Ettore Fagiuoli, e la successiva ricollocazione di parte delle opere; il restauro dei Palazzi scaligeri in Piazza dei Signori; la ricostruzione dell’Arco dei Gavi (demolito nel 1805) a fianco di Castelvecchio; il trasferimento al Comune della proprietà della caserma di Castel San Pietro, che diventa temporaneamente sede dell’Accademia Cignaroli; la realizzazione della Galleria d’Arte Moderna e del Museo del Risorgimento a Palazzo Forti. Risistema la Tomba di Giulietta, facendo realizzare una cripta nel chiostro del convento di San Francesco al Corso e collocandovi l’antico sarcofago di marmo rosso, privo di coperchio, ritrovato nei pressi del monastero e identificato dal Seicento come sepoltura della protagonista della storia d’amore, con una soluzione scenografica e romantica. Fa restaurare "in stile" la Casa di Giulietta, di origine medievale, aggiungendo alla facciata il famoso balcone, in realtà un elemento lapideo trecentesco proveniente da un altro edificio veronese, contribuendo a rendere Verona una meta turistica amata in tutto il mondo. Nel corso della sua carriera riesce anche a coronare la sua passione per il teatro realizzando con il pittore Pino Casarini le scenografie per l’Arena di Verona delle opere liriche Boris Godunov, Forza del Destino, Otello e Turandot. Lo scoppio della seconda guerra mondiale lo vede nuovamente impegnato nella difesa delle opere d’arte della città. Alla fine del conflitto, segue la ricostruzione delle parti di Castelvecchio distrutte dai bombardamenti e nel 1947 allestisce nel Museo la mostra I capolavori della pittura Veronese, un importante segno di ripresa dopo i disastri bellici.

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