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Guardatelo: è un reperto della Glaciazione

La grande pietra arriva dalla Val d’Adige e dovrebbe essere di conformazione porfirica. E’ stato ritrovato dieci anni fa durante i lavori in via Petrarca

Guardatelo: è un reperto della Glaciazione
Cronaca 10 Settembre 2017 ore 21:00

La grande pietra arriva dalla Val d’Adige e dovrebbe essere di conformazione porfirica. E’ stato ritrovato dieci anni fa durante i lavori in via Petrarca

Cosa ci fa un masso della Valle dell’Adige a Buttapietra? E come è arrivato fin qui da una vallata che nella parte più vicina dista 80 chilometri dal nostro comune? Il macigno in questione è stato ritrovato dieci anni fa durante i lavori di gestione delle terre e delle rocce da scavo in via Francesco Petrarca, una zona di campagna che collega via Scaiole con la località Piombazzo. La presenza di questa particolare roccia ci è stata segnalata da Paolo Cassini, collaboratore della Pro loco e appassionato di storia.

«Durante le mie ricerche, parlando con alcuni esperti, mi è stato detto che il masso è un retaggio dell’ultima glaciazione. Alcune tesi, non fondate su dati certi, avvalorano l’ipotesi che questo grande sasso possa essere arrivato dalle alpi bergamasche per scivolamento – spiega lo stesso – Approfondendo con alcuni concittadini ho scoperto, inoltre, che negli anni ‘70 è stato rinvenuto un masso di porfido, roccia di origine vulcanica, che assomiglia molto a quello in questione. Scoprire il modo in qui questo blocco di roccia è giunto fin qui, comunque, è veramente complicato». L’etimologia del nome Buttapietra, però, potrebbe darci una mano: tra le ipotesi principali, infatti, sembra che il nome del paesino a Sud di Verona sia nato proprio per la forte presenza di pietre dovute all’origine alluvionale del terreno. Questa tesi, però, collocherebbe l’arrivo del masso in età più recente e non 18mila anni fa come nel caso della «glaciazione Wurm». Ad ogni modo, per cercare di trovare il bandolo della matassa, ci siamo affidati al parere di alcuni esperti geologi, ma anche qui le tesi su come sia capitato a Buttapietra questo misterioso sasso sono discordanti.

«Potrebbe essere benissimo un masso erratico, grande roccia che è stata trasportata a valle da un ghiacciaio, proveniente dalla Val d’Adige. Dato che presenta delle striature lungo una direzione preferenziale deve essere arrivato per scivolamento» spiega Claudio Pergolino, professore di Geologia all’Università di Urbino. Per Alberto Riva, dell’Università di Ferrara, si tratta di porfido atesino approdato fin qui per volere dell’uomo e non per mezzo di un ghiacciaio: «Il primo cordone morenico, montagna formata dai detriti rocciosi trasportati da un ghiacciaio, è ad almeno 20 chilometri dalla Bassa veronese e quindi propenderei per il trasporto dovuto all’uomo. In ogni caso, comunque, non proviene dalle Alpi bergamasche». Certamente i dubbi su come sia arrivato questo masso rimangono. Ora sappiamo che è dell’era glaciale, che proviene dalla Val d’Adige e che dovrebbe essere di conformazione porfirica. La geologia, in conclusione, è una materia molto difficile e quindi sarà complicato avere un quadro preciso del viaggio di questo pietrone. L’unica cosa certa, per ora, è che dietro ai toponimi come Butta-pietra ci sono sempre delle storie affascinanti.

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