La Polizia di Stato di Verona, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due soggetti ritenuti responsabili di gravi reati riconducibili alla violenza sulle donne. I provvedimenti sono stati emessi dal GIP del Tribunale di Verona.
Primo arresto
Come riferito dalla nota diffusa alla stampa dalla Questura di Verona nella giornata di venerdì 2 gennaio 2026, il primo caso riguarda un cittadino rumeno classe 1994, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai danni dell’ex compagna. Il 31enne era già sottoposto al divieto di avvicinamento e di comunicazione, con applicazione del braccialetto elettronico.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il soggetto avrebbe ripetutamente violato le prescrizioni, inviando messaggi minatori alla donna, arrivando a scrivere che il braccialetto elettronico “non l’avrebbe protetta” e minacciando di ucciderla.
Il video sui social
A determinare l’inasprimento della misura è stato anche un video pubblicato sui social, realizzato con l’uso dell’intelligenza artificiale, in cui il 31enne appare con la figlia di tre anni in braccio mentre punta una pistola verso la telecamera e mima la frase “TI UC***O”. Un gesto ritenuto altamente allarmante dal giudice, che ha disposto il carcere per garantire maggiore tutela alla vittima.
Secondo provvedimento
La seconda ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita, a poche ore di distanza, nei confronti di un cittadino italiano classe 1989, anch’esso accusato di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti dell’ex compagna.
L’arresto è scattato dopo la querela della donna, che ha denunciato un grave episodio di violenza fisica, considerato l’apice di una lunga serie di comportamenti aggressivi, vessatori e persecutori, messi in atto sia durante la convivenza sia dopo la separazione, alimentati da gelosia e possessività.
Alla luce della gravità dei fatti e dei precedenti penali dell’indagato, già condannato in passato, il giudice ha ritenuto che la custodia cautelare in carcere fosse l’unica misura idonea a contenere la sua pericolosità.
Contrasto alla violenza
L’esecuzione delle due ordinanze rappresenta, secondo la Questura, un risultato significativo dell’azione quotidiana di contrasto alla violenza di genere e domestica, frutto della costante collaborazione tra la Polizia di Stato di Verona e l’Autorità Giudiziaria.
Si ricorda che i procedimenti sono in fase di indagine e che la responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo con sentenza penale irrevocabile, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza