Dalla catena a una nuova casa. È la storia di Ronny, Siberian Husky di sette mesi, recuperato in provincia di Verona dopo una segnalazione allo Sportello LAV contro i maltrattamenti sugli animali e oggi affidato a una famiglia adottiva nel Vicentino.
Il caso è stato reso noto dalla LAV con un comunicato diffuso il 4 febbraio 2026.
Husky legato a una catena salvato a Verona
Ronny era stato acquistato senza una piena valutazione delle esigenze della razza. Il Siberian Husky è selezionato per attività di traino su lunghe distanze e necessita di esercizio quotidiano, movimento costante e interazione. Bisogni che, secondo quanto riferito dall’associazione, non venivano soddisfatti.
Il cucciolo si trovava in una casa di campagna nel Veronese. Il proprietario, un trentunenne, lo aveva confinato in un sottoscala esterno, legato a una catena molto corta che gli consentiva a malapena di sedersi.

Senza cuccia e senza possibilità di muoversi o socializzare, trascorreva le giornate nello stesso spazio, in condizioni di sofferenza.
Ai volontari, il proprietario avrebbe spiegato che l’animale tendeva a fuggire e che, durante alcune uscite, aveva ucciso delle galline. Per questo motivo era stato immobilizzato come forma di punizione.
Ronny adottato dopo l’intervento LAV
Dopo la segnalazione, i volontari dello Sportello LAV sono intervenuti sul posto. A seguito del confronto, il proprietario ha accettato di cedere Ronny all’associazione.
Il trasferimento ha permesso di avviare rapidamente la ricerca di un’adozione.
La nuova vita in provincia di Treviso
In breve tempo il cane ha trovato una famiglia a Bassano del Grappa, nel Vicentino. Oggi vive in casa, può muoversi liberamente e svolgere attività quotidiane adeguate alla sua età e alla razza.
Secondo quanto riferito dalla LAV, passeggia lungo il Brenta, ha iniziato escursioni in montagna e corre sulla neve. Dorme in soggiorno e condivide gli spazi domestici con i nuovi adottanti.

Per la LAV, la vicenda evidenzia l’importanza di informarsi prima di accogliere un animale e di rispettarne le necessità fisiche e comportamentali.
La storia di Ronny, conclusa con un’adozione, viene indicata come esempio del ruolo delle segnalazioni e degli sportelli territoriali nel contrasto ai maltrattamenti.