Appello

Impennata di contagi a Verona, Sboarina: “Non uscite se non è indispensabile”

La difficoltà ora è nel mantenere attive tutte le attività dato che le altre patologie ci sono.

Impennata di contagi a Verona, Sboarina: “Non uscite se non è indispensabile”
Verona Città, 01 Novembre 2020 ore 11:00

Venerdì i postivi al Covid in città sono stati 213 in più rispetto al giorno prima, per un totale di 832.

Aumentano i contagi

Una impennata rispetto alla media di circa 70 nuovi contagi delle giornate precedenti e che ha fatto scattare l’allerta del sindaco e dei sanitari. L’aumento in un solo giorno, mai registrato prima d’ora da quando è iniziata la fase autunnale del virus è preoccupante.

Da qui l’appello del Comune e delle istituzioni sanitarie che, alla luce degli ultimi dati, invitano i cittadini a non uscire se non è indispensabile, ad evitare di andare a trovare i nonni e le persone più fragili, a non recarsi negli ospedali se non per motivi urgenti. Quando si esce, la raccomandazione è quella di non allentare mai la presa, ovvero di adottare sempre le misure anticontagio anche e soprattutto nei luoghi e nelle situazioni in cui si pensa di essere più sicuri dal contagio.

Una settimana complicata

Per fare il punto della situazione il sindaco Federico Sboarina è intervenuto  insieme al direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera Vincenzo Di Francesco e alla direttrice sanitaria dell’Ulss 9 Scaligera Denise Signorelli. Il primo cittadino ha affermato:

“E’ stata una settimana complicata, con i problemi di carattere economico e sociale in primo piano, causati dalle chiusure dell’ultimo Dpcm e dalla legittima preoccupazione dei cittadini che vorrebbero poter lavorare. Tuttavia, non dobbiamo assolutamente distogliere l’attenzione dal principale problema provocato dalla pandemia, che è quello sanitario. Che la situazione stia diventando sempre più preoccupante lo dicono i numeri, e in particolare l’impennata di contagi registrati in un solo giorno in città, 213 nuovi positivi nell’arco di ventiquattrore, mentre nei giorni scorsi i nuovi casi non superavano le 70 unità giornaliere. E’ evidente la gravità del momento e la necessità da parte di tutti di fare la propria parte. Questa è la fase in cui dobbiamo usare la testa e pensare prima di agire”.

Ridurre al minimo le uscite

Il sindaco Sboarina ha aggiunto:

“Vale per gli spostamenti e per le uscite fuori casa, che dobbiamo ridurre al minino mantenendo solo quelle strettamente necessarie; ma anche per i comportamenti che adottiamo in qualsiasi posto ci troviamo, compresi quelli in cui ci sentiamo più sicuri dal contagio. E’ proprio questo che non dobbiamo fare, allentare le misure di prevenzione come l’uso della mascherina, perché sono l’unico strumento che abbiamo per proteggere noi e gli altri dal virus. L’appello è di continuare a essere responsabili in ciò che facciamo, rispettiamo il distanziamento sociale anche quando ci sentiamo al sicuro. Oggi ricorre anche le festa dei santi, è abitudine recarsi nei cimiteri e fare visita ai propri cari. Anche in questo caso, l’invito ai cittadini è di prestare la massima attenzione e agli anziani di uscire il meno possibile oppure in spazi aperti e poco frequentati. Rispetto alla prima fase di marzo, in cui la comunità scientifica ci forniva le proiezioni e il presunto picco dei contagi, ora lo scenario è diverso e non abbiamo previsioni di come possa procedere la progressione. I nostri medici stanno facendo ancora una volta l’impossibile e il Comune è a disposizione per qualsiasi necessità ci venga richiesta”.

Ci sono anche altre patologie

Di Francesco ha spiegato:

“Non siamo pronti ad una velocità di contagi come questa. I letti ci sono, così pure i respiratori, siamo attrezzati e organizzati per accogliere un numero importante di pazienti, ma ci sono anche le altre patologie da curare e le altre emergenze a cui rispondere. Abbiamo aperto una parte del piano della spina centrale di Borgo Trento, collegata alla rianimazione e alla semirianimazione. Ci stiamo avvicinando alle prossime tappe che prevedono aperture di ulteriori interi reparti Covid, fin qui teniamo, ma se la pressione continua a salire la situazione potrebbe peggiorare. Ecco perché è fondamentale tenere sotto controllo la curva dei contagi. Un’attenzione particolate va ai nonni e gli anziani, non è questo il momento di andare a trovarli, fate loro un danno non un regalo. Anche gli accessi in ospedale sono vivamente sconsigliati se non indispensabili, è un luogo in cui il virus è presente”.

Analizzando i dati

Nel dettaglio dei numeri la direttrice dell’Ulss 9 Scaligera:

“Alla data del 30 ottobre 2020, i positivi in tutta la provincia erano 3073, il giorno precedente erano 2537, con il dato di Verona città che in un solo giorno ha registrato 213 nuovi contagi. A queste si aggiungono le 4 mila persone che non possono uscire di casa, perché in quarantena o in isolamento fiduciario o perché in attesa di effettuare il tampone. Nell’ultima settimana ne abbiamo processati 13 mila, c’è stato un rallentamento nella refertazione causato dal guasto di un macchinario e da minor personale disponibile perché ammalati, ma con il supporto dell’azienda ospedaliera e di alcuni laboratori stiamo già tornando alla normalità. E’ chiaro che anche le nostre strutture cominciano ad essere sotto stress, con gli operatori del sistema di igiene e sanità pubblica che si trovano, come i medici ospedalieri, a gestire una mole di contatti mai vista finora. Rispetto agli ospedali, quello di Villafranca resta il principale punto Covid con 58 ricoverati e 14 in terapia intensiva. La difficoltà è nel mantenere attive tutte le attività, le altre patologie ci sono, stiamo cercando di governare le liste d’attesa ma i cittadini devono essere preparati e portare pazienza se verranno contattati per lo spostamento di qualche visita o intervento non urgente”.

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