Cronaca
Operazione “Maffi”

Importavano ingenti quantitativi di cocaina dal Sud America all'Italia: coinvolta anche Verona

I Finanzieri del Gruppo Operativo Antidroga hanno appurato come lo stupefacente, dai Paesi di produzione Sud-Americani, fosse solito giungere nei porti dell’Europa settentrionale per poi essere dirottato al mercato italiano attraverso una rete di corrieri.

Importavano ingenti quantitativi di cocaina dal Sud America all'Italia: coinvolta anche Verona
Cronaca Verona Città, 09 Novembre 2021 ore 13:01

Dalle prime ore del mattino, oltre 60 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno eseguito, nelle province di Reggio Emilia, Modena, Macerata, Alessandria, Verona e Mantova, 10 ordinanze di custodia cautelare (5 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e un obbligo di dimora) nei confronti degli appartenenti a un’associazione a delinquere composta da soggetti albanesi e italiani dedita all’importazione in Italia di ingenti quantitativi di cocaina.

Importavano ingenti quantitativi di cocaina

Le misure cautelari, disposte dal G.I.P. del Tribunale di Bologna - Dott. Domenico PANZA, rappresentano l’epilogo dell’operazione convenzionalmente denominata “Maffi”, le cui indagini, effettuate ricorrendo anche a intercettazioni telefoniche e ambientali, sono state coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia - nelle persone del Procuratore Capo della Repubblica - Dott. Giuseppe AMATO e del Sostituto Procuratore - Dott. Marco FORTE - e svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna tra il 2019 il 2020.

Nel corso dell’attività investigativa, i Finanzieri del Gruppo Operativo Antidroga hanno appurato come lo stupefacente, dai Paesi di produzione Sud-Americani, fosse solito giungere nei porti dell’Europa settentrionale (per lo più nei Paesi Bassi) per poi essere dirottato al mercato italiano attraverso una rete di corrieri che, per il trasporto, si avvalevano di autovetture provviste di doppi fondi realizzati, al loro interno, da officine compiacenti.

A capo dell’organizzazione sono risultati essere due fratelli di origine albanese, entrambi domiciliati in Olanda, che, con l’ausilio di due connazionali residenti nel Reggiano, provvedevano alla distribuzione della cocaina sul territorio emiliano attraverso una rete di soggetti di nazionalità italiana.

Durante le indagini sono state arrestate in flagranza di reato 5 persone (4 cittadini albanesi e 1 italiano) e sono stati sequestrati 7,5 Kg. circa di cocaina, una piantagione di cannabis (per un totale di 93 piante ciascuna dall’altezza di oltre due metri e in avanzato stadio di fioritura), 14 grammi di marijuana e 10.350 euro in contanti, ritenuti parte del provento del narcotraffico. Sono stati altresì posti sotto sequestro n. 6 immobili, n. 5 autoveicoli/motocicli (di cui 2 utilizzati per il trasporto dello stupefacente), n. 22 rapporti bancari e n. 3 attività commerciali, per un valore complessivo stimato in oltre 850 mila euro.

Oltre alle 10 ordinanze di custodia cautelare, le Fiamme Gialle bolognesi, con il supporto dei Reparti territorialmente competenti, hanno eseguito il sequestro di una società di capitali e 5 terreni in provincia di Alessandria; sono state, altresì, effettuate numerose perquisizioni personali e locali, che hanno portato al rinvenimento di 4 pistole, 2 delle quali di provenienza furtiva, 200 grammi di cocaina, 7.000 euro in contanti, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Si è altresì proceduto, in flagranza di reato, a un ulteriore arresto.

L’attività testimonia ancora una volta il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti - che costituisce uno dei canali di approvvigionamento di capitali da parte delle organizzazioni criminali certamente più redditizi - a tutela della salute dei cittadini, soprattutto di quelli più giovani e indifesi, ponendosi quale solido punto di riferimento per l’intera collettività.