Ennesima aggressione ai sanitari

In Pronto Soccorso dopo una rissa, 29enne si agita e lancia un computer addosso a un medico

Momenti di tensione a Legnago nella notte tra domenica 7 e lunedì 8 settembre 2025. Il 29enne ha anche aggredito la guardia giurata e i Carabinieri, intervenuti per fermarlo

In Pronto Soccorso dopo una rissa, 29enne si agita e lancia un computer addosso a un medico

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Legnago, durante la notte tra domenica 7 e lunedì 8 settembre 2025, hanno arrestato in flagranza di reato un cittadino marocchino 29enne per “Resistenza a Pubblico Ufficiale e danneggiamento aggravato”, dopo aver aggredito un medico del Pronto Soccorso dell’Ospedale Mater Salutis.

Dopo una rissa, lancia un pc contro un medico del Pronto Soccorso di Legnago

Erano da poco trascorse le 22, quando all’utenza 112 è arrivata la richiesta di aiuto da parte del personale medico del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Legnago che ha riferito la presenza di un soggetto visivamente alterato e che, durante le fasi di controllo medico per precedente aggressione da parte di connazionali, ha scagliato un computer contro il medico in turno.

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Sul posto è intervenuta immediatamente la pattuglia della locale Aliquota Radiomobile che ha rintracciato immediatamente lo straniero e ha cercato di riportarlo alla calma.

Calci e pugni a guardia giurata e Carabinieri

In realtà il soggetto, al fine di sottrarsi al controllo ed in evidente stato di alterazione, ha agitato di più le sue azioni, dapprima colpendo con un pugno la guardia giurata in servizio all’ospedale e, successivamente, sferrando calci ad uno dei due militari intervenuti per contenere il suo comportamento.

Scatta l’arresto

Dopo aver permesso le cure del caso e informata la Procura della Repubblica di Verona, il 29enne è stato tratto in arrestato dai Carabinieri e trattenuto nelle camere di sicurezza del Comando di Legnago.

Nella mattinata di lunedì 8 settembre 2025, su disposizione della predetta A.G., il 29enne è stato condotto innanzi al Giudice del Tribunale scaligero il quale ha convalidato l’arresto, applicato la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Verona e rinviato l’udienza.

Si rappresenta che la misura è adottata di iniziativa da parte del Comando procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.