Cronaca

Incidenti mortali, dieci vittime in più rispetto al 2015. Ecco tutti i dati

L'associazione "Verona Strada Sicura" ha diffuso i dati del 2016 e ha analizzato la situazione

Incidenti mortali, dieci vittime in più rispetto al 2015. Ecco tutti i dati
Cronaca 02 Gennaio 2017 ore 18:07

L'associazione "Verona Strada Sicura" ha diffuso i dati del 2016 e ha analizzato la situazione

Il 2016 si chiude con il decesso di 69 persone a fronte dei 68 incidenti mortali accaduti, di cui uno ha visto il duplice decesso dei coniugi Ficut nel mese di aprile. L’andamento della sinistrosità si conferma pertanto in ripresa, sebbene non con la drammatica escalation del primo semestre ma comunque con l’aumento di circa il 15 per cento rispetto al 2015, quando i decessi si sono attestati a 59.

Va detto che il 2016 non ha raggiunto il picco di mortalità del 2014, anno in cui si è registrata la perdita di ben 73 persone, molti dei quali motociclisti. L’andamento dell’ultimo triennio presenta pertanto luci ed ombre. Nel 2016 la tipologia d’incidenti avvenuti con maggiore frequenza sono stati quelli autovettura-autonomo (16 casi) e autovettura-bicicletta (9 casi). "Questo significa che gli automobilisti sono oltremodo distratti e provocano incidenti autonomi (senza coinvolgere altri veicoli o persone), mentre il rapporto tra automobilisti e ciclisti presenta molteplici spunti d’analisi su cui poter riflettere a 360°, senza attestarsi su posizioni di comodo, sintomatiche di una infruttuosa pregiudiziale ad un dialogo costruttivo" spiega il presidente dell'associazione, Massimiliano Maculan.

Gli automobilisti sono stati la categoria maggiormente toccata con 26 decessi (28 nel 2015 e 23 nel 2014), seguiti poi da 12 motociclisti, 11 ciclisti e 9 pedoni. Confermata anche nel 2016 la maggiore pericolosità delle strade extraurbane, dovuta principalmente alla velocità mediamente superiore a quella registrata nei centri urbani. L’autostrada si conferma ancora mediamente più sicura con un limitato tasso di mortalità (6 decessi come nel 2015).

I mesi che hanno registrato il numero maggiore di decessi sono aprile e ottobre, con ben 10 morti ciascuno. Il giorno più pericoloso è risultato essere la domenica, con 14 decessi, mentre la fascia oraria più a rischio è stata quella compresa tra le 10:00 e le 18:00 (26 decessi).

Passando alla disamina dell’età dei deceduti, nel 2016 si registra un picco tra i 30 e 39 anni (17 morti), seguita dalla fascia 40 e 49 anni (16 morti). La fascia giovanile dai 18 ai 29 anni lascia sulla strada 7 giovani vite, raggiunta dalla fascia dai 70 ai 79 anni con 7 anziani deceduti. Per quanto concerne il sesso, l’uomo è di gran lunga il più colpito dalla mortalità con ben 55 decessi. I conducenti stranieri coinvolti a vario titolo negli incidenti stradali mortali nel 2016 sono stati 21 contro i 9 del 2015 e i 17 del 2014.

Per quanto attiene al coinvolgimento dei veicoli superiori ai 35 quintali, nel 2016 si sono registrati 10 incidenti a fronte degli 8 del 2015. La forza di polizia che ha rilevato il numero maggiore di incidenti mortali è la Polizia Stradale che è intervenuta in 26 casi, seguita in quasi egual misura dall’Arma dei Carabinieri (25 casi) e poi dalle varie polizie locali (16 casi).

"Dai dati emersi (incidenza degli incidenti autonomi) possiamo affermare che la causa/concausa che impedisce il deciso decremento della sinistrosità stradale nel territorio veronese riguarda ancora una volta il fattore psico-fisico del conducente che, distratto (per frenesia - uso massivo dello smartphone alla guida) oppure privato di un’adeguata capacità percettiva (per stanchezza, assunzione di farmaci, ecc.), perde la padronanza del mezzo fuoriuscendo dal piano viabile oppure invadendo il senso opposto di marcia. Rimane decisamente preoccupante il decremento della manutenzione delle strade, sempre più interessate da vere e proprie insidie che, correlate all’imprudenza umana, possono provocare incidenti anche gravi. Un riflettore va infine puntato sui limitati controlli circa l’esecuzione “a regola d’arte” dei lavori stradali (asfaltature, ripristini vari della carreggiata, ecc.) e della tardiva sistemazione dei danneggiamenti alla segnaletica e alle opere complementari" spiegano ancora da "Verona Strada Sicura".

Per quanto concerne il giro di vite sul fronte repressivo con l’introduzione a marzo dello scorso anno della Legge 41/2016, pare che l’impatto dissuasivo sulle condotte di guida più pericolose non abbia ancora raggiunto gli importanti traguardi scaturiti dopo il 2004, anno in cui fu introdotta la patente a punti. Rimaniamo comunque in attesa delle prime pronunce giurisprudenziali e del loro eco mediatico che potrebbe contribuire ad incidere il nocciolo sempre più duro dell’incidentalità stradale mortale.