Cronaca

Infiltrazioni mafiose a Verona, firmate due nuove interdittive

Le due società sono entrambe di Castagnaro

Infiltrazioni mafiose a Verona, firmate due nuove interdittive
Cronaca Legnago e bassa, 18 Maggio 2018 ore 15:29

Infiltrazioni mafiose a Verona, firmate due nuove interdittive.

Infiltrazioni mafiose in provincia di Verona

Il prefetto di Verona, Salvatore Mulas, ha adottato due nuovi provvedimenti di informazione antimafia interdittiva nei confronti di due imprese aventi sede in provincia. Si tratta della Veneta Autotrasporti S.r.l. e della S.G. Petroli S.r.l., società entrambe di Castagnaro (VR) e, sebbene intestate a due prestanome, riconducibili ad una famiglia di imprenditori di origine siciliana, già colpita in passato da altri provvedimenti interdittivi antimafia emessi dalle Prefetture di Milano e di Rovigo.

Una famiglia da sempre attiva nel campo dell'edilizia

Si tratta della famiglia Diesi (i cui esponenti di spicco risultano i fratelli Franco, Salvatore e Giuseppe), originaria del Comune di Roccamena (PA) e da sempre attiva in vari campi imprenditoriali (con particolare riferimento a quelli dell’edilizia e del movimento terra), la quale, a seguito di complesse vicende legate al coinvolgimento in procedimenti penali inerenti, fra l’altro, il reato di associazione di tipo mafioso, si è trasferita a metà anni 2000 in Veneto, rinnovando e moltiplicando la propria storica attività imprenditoriale, anche tramite i vari parenti.

Due interdittive già nel 2013 e 2014

Nello svolgimento di tale attività imprenditoriale, due fra le principali società afferenti alla famiglia Diesi, la Co.Ge.T S.r.l. di Canda (RO) e la Tre Emme Costruzioni Generali S.r.l. di Badia Polesine (RO), sono state raggiunte da informazione antimafia interdittive emesse dalle Prefetture di Milano e di Rovigo nel 2013 e nel 2014 e successivamente confermate dal Consiglio di Stato nel 2016, rilevando - tra l’altro - che ci si trova di fronte ad “una complessa e articolata rete di società (...) sia pure formalmente distinte ed intestate a soggetti formalmente privi di criticità” ma “in realtà sono organiche ad un più ampio disegno criminoso di elusione della normativa antimafia” 1 .

Legami con la cosca Cascio e Impastato

Gli accurati accertamenti svolti da questa Prefettura (integrando le risultanze dell’attività di quella di Milano) hanno permesso di accertare la sussistenza del rischio di infiltrazione mafiosa, desunto da molteplici indizi, fra cui: coinvolgimento di vari elementi della famiglia Diesi in un procedimento penale nell’ambito della quale sono emersi protratti ed indiscussi contatti e legami con il coindagato Cascio Bartolomeo, a capo della omonima famiglia mafiosa di Roccamena (posizione da lui sfruttata per “indirizzare” molti lavori sia pubblici che privati, anche alle imprese dei Diesi) e poi infatti condannato per associazione di tipo mafioso; ulteriore coinvolgimento di uno dei fratelli Diesi in un procedimento penale per detenzione illegale di una pistola con matricola abrasa; rapporti di affari e frequentazione con i fratelli Luigi e Stefano Impastato, dipendenti della Autotrasporti Caruso S.r.l. (società poi colpita da ulteriore provvedimento interdittivo della Prefettura di Milano) e figli del pregiudicato Andrea Impastato, in rapporti con Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo; fìttizietà della collaborazione dei fratelli Diesi, al solo fine di beneficiare dei relativi vantaggi, ad associazioni antiracket, fra cui l’associazione Libero Futuro, recentemente esclusa dall’apposito elenco della Prefettura di Palermo proprio in virtù dall’accertato collegamento di molti associati con i fratelli Virga, le cui imprese sono state destinatarie di misura di prevenzione patrimoniale per i legami accertati con Cosa Nostra.

Collaborazione con soggetti collegati alla N'drangheta

Vi è, inoltre, la collaborazione professionale dei fratelli Diesi con Giuseppe Giglio e Cesare Muto, entrambi soggetti collegati alla ‘ndrina Grande Aracri operante in Emilia Romagna e poi infatti convolti nella imponente operazione Aemilia, venendo Giglio condannato per associazione di tipo mafioso; contatti dei fratelli Diesi, in ambito professionale, con nuovi soggetti pregiudicati, anche per associazione di tipo mafioso; connessioni, seppur indirette, dei fratelli Diesi con il pregiudicato per associazione di tipo mafioso Giuseppe La Rosa, le cui imprese (intestate al nipote prestanome) sono state recentemente destinatarie di informazioni interdittive della Prefettura di Verona e di Padova. Tali indici di rischio di infiltrazione sono stati ritenuti sussistere anche nei confronti delle due predette società, poiché, sebbene intestate a due prestanome, sono tuttavia risultate sotto la piena influenza della famiglia DIESI.