Indignazione

Infortunio mortale a Zevio, CGIL: “Tragico copione che si ripete, Verona maglia nera dal 2018”

Occorre rafforzare la cultura della sicurezza di lavoratori e imprese

Infortunio mortale a Zevio, CGIL: “Tragico copione che si ripete, Verona maglia nera dal 2018”
Legnago e bassa, 14 Agosto 2020 ore 16:20

Serve anche l’attenzione della politica.

Il tragico incidente di ieri

Il Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione SLC-CGIL Verona e la Segreteria Confederale della CGIL di Verona parlano del terribile infortunio mortale di ieri, giovedì 13 agosto 2020, che è costato la vita a Davide Damaschi, 54 anni:

“Lavoro in appalto, cantiere sul tetto, forti dubbi sull’uso corretto dell’imbracatura e degli altri dispositivi di protezione: è un tragico copione che continua a ripetersi con altrettanta tragica periodicità quello che ieri è costato la vita a Davide Domaschi, operaio della Fm Copertura Snc di San Martino Buon Albergo precipitato da una altezza di otto metri mentre lavorava alla bonifica del tetto della Cartiera del Vignaletto di Zevio“.

Numerosi i casi ogni anno

I sindacati proseguono:

Lo scorso dicembre era toccato a Pietro Perrici, artigiano autonomo di Villafranca caduto dal tetto dell’acciaieria Fdf di Vallese. Dal 2016 al 2019 nel Veneto sono 28 le morti sul lavoro classificate dagli Spisal come causate da ‘Caduta dall’alto o in profondità’. Dal 2018 la provincia di Verona detiene il tragico primato regionale di infortuni mortali sul lavoro. Tra i 21 censiti dagli Spisal nel 2019 in Veneto, ben 10, quasi la metà, è avvenuto nel nostro territorio. L’Inail, che rende conto anche degli infortuni mortali che avvengono in itinere, mostra un bilancio ancora più duro da accettare: 65 infortuni mortali nel 2019 di cui 22 nel veronese. Agricoltura, Costruzioni, Metalmeccanica, Trasporti e Servizi i settori più a rischio. Tra le cause principali nell’industria e nei servizi: schiacciamento da materiali, macchinari o automezzi e, appunto, caduta dall’alto”.

Servono delle iniziative bilaterali

Diversi i casi che si potevano evitare, a tal proposito infatti, i sindacati puntualizzano:

“Una tragica scia di sangue, dolore e di famiglie spezzate che nella stragrande maggioranza dei casi può essere risparmiata predisponendo adeguatamente la filiera della sicurezza, che non è fatta soltanto da un moschettone, ma anche da formazione, rivolta sia ai lavoratori che agli imprenditori, controlli incrociati e che può essere ulteriormente rafforzata dalla solidarietà tra lavoratori, anche di settori diversi. Come Sindacato continuiamo a sostenere la necessità di iniziative bilaterali con le controparti datoriali dei settori a rischio e con le istituzioni pubbliche, adeguatamente sostenute anche dal punto di vista finanziario. Occorre rafforzare la cultura della sicurezza di lavoratori e imprese, coinvolgendo anche i lavoratori stranieri che rappresentano annualmente dal 20 al 30% delle morti sul lavoro. Un tema, questo, che meriterebbe l’attenzione anche della campagna elettorale in corso”.

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