Verona

Installare una cancellata scorrevole per delimitare il sagrato, la proposta dell’abate di San Zeno fa discutere

Bambini che giocano a pallone, schiamazzi fino a tarda notte, ma i cittadini rispondono: "Lassa che i zuga".

Installare una cancellata scorrevole per delimitare il sagrato, la proposta dell’abate di San Zeno fa discutere
Verona Città, 09 Agosto 2020 ore 16:07

Malcontento tra i residenti.

La richiesta al sindaco

Monsignor Giovanni Ballarini, l’abate di San Zeno di Verona in data 24 luglio 2020 ha inviato una lettera al sindaco di Verona, Federico Sboarina, chiedendo di tutelare il sagrato della Basilica di San Zeno. Attraverso la lettera, l’abate chiede la possibilità di poter installare una cancellata scorrevole che parta dal fianco di San Procolo fino alla Torre abaziale, che sia apribile al flusso diurno dei turisti e per le celebrazioni come matrimoni, funerali ecc, il tutto per poter preservare la Basilica e il sagrato.

Secondo l’abate il sagrato è diventato un campo da calcio

Nella lettera, Monsignor Giovanni Ballarini ha spiegato:

“E’ noto quanto questo luogo, un gioiello assoluto da tutelare, sia ormai oggetto delle più varie incursioni, specialmente nelle ore della sera, che ledono l’integrità delle due chiese che vi si affacciano: la Basilica e la Chiesa di San Procolo. Il sagrato è divenuto ormai un abituale campo da calcio. Le pallonate addosso ai due luoghi sacri sono numerose e durano anche fino a tarda notte, oltretutto con disturbo della quiete pubblica, considerati gli schiamazzi che accompagnano le varie esibizioni ludiche”.

Timori per il portale in legno

Nella lettera si legge inoltre:

“Molte persone, sono poi solite sostare e/o consumare ogni tipo di bevanda o gelato sugli scalini del protiro. Addosso alla basilica vengono appoggiate biciclette, monopattini, carrozzine e lo stesso sagrato (di proprietà del Comune di Verona) è spesso meta di raduni di cani, atti a depositare indisturbati le proprie deiezioni senza che i rispettivi proprietari si preoccupino di asportarle. Il portale di legno della basilica è strettamente addossato alle storiche formelle in bronzo e non garantisce l’incolumità delle stesse nel caso di eventuali episodi di piromania: altra preoccupazione che ci tiene in viva apprensione. Il progetto, predisposto dall’architetto Flavio Pachera, è già n possesso della Soprintendenza. Il costo dell’installazione sarebbe totalmente a carico della comunità di San Zeno”.

L’indignazione dei cittadini

Sui social sono molti i cittadini che sono contrari alla richiesta dell’abate. Si susseguono i commenti che riportano i ricordi d’infanzia, dove si era soliti giocare sul sagrato e i pomeriggi “in groppa ai leoni”. C’è poi chi ha commentato con uno stralcio della poesia di Barbarani:

“Ma i putei che g’à Minico Bardassa
par general, con sassi e con bastoni,
dopo aver svalisà mesa la piassa,
trà l’assalto a la ciesa e ai so leoni;
i la raspa, i la rompe, i la rovina
sensa criterio e sensa carità,
ma più che i la maltrata e i la sassina,
più stramba e fina, più bela i la fa…
E la ciesa parlando al so moroso
campanil, che s’imbestia in fondo al prà,
par che la diga: “No èssar geloso!
Lassa che i zuga… Dopo i morirà!
Ho visto i pari de so pari, i noni
de so noni zugar sempre così.
Sta pora gente m’à magnà a boconi,
ma el toco grando el t’è restado a ti.
E’ passado paroni con paroni,
s’à cambià çento volte la çità!
Vecio, no brontolar! Dormi i to soni…
Pensa! Mile ani…E semo ancora quà!”

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