Sindacati sul piede di guerra

Istituto assistenza anziani Verona: numerosi operatori positivi, proclamato lo stato di agitazione

Le sedi, negli ultimi dieci giorni, si sono trasformate in RSA Covid.

Istituto assistenza anziani Verona: numerosi operatori positivi, proclamato lo stato di agitazione
Cronaca Verona Città, 07 Dicembre 2020 ore 10:37

Nella giornata di ieri, domenica, 6 dicembre 2020, le Organizzazioni Sindacali FP CGIL – CISL FP – CSA unitamente alla RSU aziendale hanno proclamato lo stato di agitazione del personale.

Numerosi i positivi

L’emergenza sanitaria legata al sempre più dilagare del virus all’interno delle sedi dell’ente oltre a colpire gli ospiti, portando a 165/500 circa il numero dei soggetti positivi, ha colpito in maniera importante il personale di assistenza rendendo impossibile la predisposizione di un turno di lavoro.
Sono 73 gli operatori che nella seconda emergenza Covid si sono infettati. Più precisamente: 55 Operatori Socio sanitari, 11 Infermieri, 2 Servizi generali, 5 fisioterapisti e coordinatori. In numerosi reparti c’è un solo OSS in turno al mattino e uno al pomeriggio. Nella sede al Parco, con 228 ospiti, è presente un solo infermiere di notte che deve anche coprire la sede LORO, 120 ospiti, priva dell’infermiere.

Rsa Covid

Le Organizzazioni Sindacali e la RSU hanno reso noto che:

“I numeri sono stati letti sulla pagina Facebook dell’Istituto, considerato che la direzione ed il Consiglio di Amministrazione hanno ritenuto di non coinvolgere il sindacato nella gestione di questa emergenza. Il personale è la principale risorsa per affrontare le criticità e non coinvolgerlo nella gestione replicando modelli antichi non farà che peggiorare la situazione. Le sedi, negli ultimi dieci giorni, si sono trasformate in RSA Covid, con bisogni sanitari ed assistenziali degli ospiti ai quali è impossibile dare una risposta per mancanza di personale“.

Sonia Todesco, Tiziano Castioni e Nicola Cavedini di FP CGIL- CISL FP e CSA hanno affermato:

“Nei giorni scorsi le Organizzazioni Sindacali avevano inoltrato una nota al Direttore Generale dell’ULSS 9 Pietro Girardi per chiedere una immediata ed urgente verifica degli standard assistenziali minimi segnalando fatti circostanziati. Tra gli esempi la sede di Santa Caterina con 1 infermiere ed 1 OSS con 24 ospiti Covid da igienizzare, alimentare e curare. Dei 24 solo 7 in grado di assumere il pasto in autonomia. Questa ed altre situazioni sono diventate l’esempio di come sia urgente intervenire subito. Sono diverse le proposte, inascoltate, avanzate dalle Organizzazioni Sindacali che potrebbero essere utili in attesa di assunzioni: dal rientro volontario e incentivato a tempo pieno per i part time, dal pagamento degli straordinari al personale disponibile a farli, fino allo spostamento delle prestazioni aggiuntive dal personale dipendente della ULSS 9 al personale delle case di riposo. Ricordiamo infatti che nei giorni scorsi la ULSS 9, su indicazione regionale, ha bandito una manifestazione di interesse rivolta ai propri dipendenti per svolgere attività, oltre l’orario di lavoro, nelle case di riposo in sofferenza. Ecco: perché a questa manifestazione di interesse non possono partecipare anche i dipendenti delle case di riposo?”.

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