L’invito di don Daniele: «Camminiamo insieme»

«Villafranca ha una vivacità di fede importante. L’unità pastorale? Una possibilità per essere chiesa in modo nuovo e fraterno»

L’invito di don Daniele: «Camminiamo insieme»
Cronaca 05 Settembre 2017 ore 12:25

«Villafranca ha una vivacità di fede importante. L’unità pastorale? Una possibilità per essere chiesa in modo nuovo e fraterno»

Meno di un mese e don Daniele Cottinifarà il suo ingresso a Villafranca. Conosciamolo meglio. «Sono originario di Fumane, Valpolicella, ho 53 anni e sono prete da 28; la mia prima esperienza è stata come curato nella parrocchia di San Luca in corso Porta Nuova. In seguito mi sono trasferito a Roma per studiare storia della Chiesa, conseguendo prima la licenza e poi il dottorato in questa materia».

Poi il ritorno a Verona. «Qui ho messo a frutto i miei studi insegnando al seminario; in contemporanea, per un anno, sono stato responsabile della pastorale vocazionale degli adolescenti». Il seminario, quasi una seconda casa per te. «Per 3 anni sono stato educatore al minore, al ginnasio-liceo, poi per altri 8 anni sono stato vicerettore al teologico, a stretto contatto con i giovani che si preparano a diventare preti. Nel frattempo ovviamente ho continuato ad insegnare anche storia della Chiesa».

E infine in parrocchia. «Nel 2009 sono stato nominato parroco nella erigenda unità pastorale di Ronco all’Adige insieme ad altri due preti. Sono rimasto 8 anni, abbiamo fatto un percorso comune con le comunità». In che senso comune? «Intendo un cammino insieme ai consigli pastorali, alle catechiste e a quanti si sono sempre impegnati in parrocchia, perché non sono i preti da soli che possono costruire un’unità pastorale, ma le comunità che cooperano con i loro sacerdoti». 

E ora Villafranca. Don Daniele sarà il rappresentante legale della parrocchia di Madonna del Popolo, ma risiederà al Duomo. Nell’unità pastorale sarà co-parocco assieme a don Gianluca Baccodon Claudio Sacchiero e monsignor Giampietro Fasani e con loro opererà nelle 4 comunità del Duomo, Madonna del Popolo, Quaderni e Rosegaferro. «Sono felice di poter condividere il ministero con un gruppo di preti che conosco bene e stimo molto: credo di poter vivere con loro una bella esperienza di fraternità presbiterale». Conosci qualcosa della nostra realtà? «In quest’ultimo mese ho avuto modo di incontrare i rappresentanti dei consigli pastorali e qualche fedele: ne ho ricavatol‘impressione di una notevole vivacità per cui penso che sarà bello e arricchente per me condividere un pezzo di strada assieme». 

A Madonna del Popolo c’è un clima teso. «Capisco il subbuglio e il dispiacere creato dal repentino succedersi dei preti: prima la morte di don Giuseppe, poi il trasferimento di don Andrea e don Daniele. Spero che la comunità sappia riprendersi e guardare avanti ancora con fiducia in Dio e nella Chiesa ritrovando la serenità necessaria per seguire più speditamente il Signore». E aggiunge: «È mia intenzione sistemare l’ufficio nella canonica della Madonna del Popolo, anche per assicurare una presenza fisica ai fedeli, in questo periodo preoccupati di rimanere senza una guida». Perplessità anche sulla nascente unità pastorale. «Mi permetto solo uninvito: non guardiamo a questo cammino come a un peso o a una semplice questione organizzativa perché si tratta in realtà di una bella opportunità, quella di cominciare a vivere il nostro essere cristiani e l‘essere chiesa in modo nuovo, più fraterno ed evangelico».

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