Valeggio sul Mincio

La valeggiana Cinzia Cordioli ha vinto il premio “Rita Levi Montalcini 2020”

Gardoni: "Siamo profondamente orgogliosi che una valeggiana sia stata insignita di un riconoscimento così importante".

La valeggiana Cinzia Cordioli ha vinto il premio “Rita Levi Montalcini 2020”
Cronaca Villafranca, 03 Dicembre 2020 ore 11:14

Il sindaco di Valeggio sul Mincio, Alessandro Gardoni insieme ad alcuni amministratori ha avuto il piacere di ricevere in comune la dottoressa Cinzia Cordioli, valeggiana doc, per conferirle un “attestato di stima” pensato e realizzato per lei, per l’impegno e la dedizione che la stessa destina al suo lavoro e che l’hanno portata a vincere, il 26 novembre, il «Premio Rita Levi Montalcini 2020».

Riconoscimento importante

Il riconoscimento assegnato da AISM con la sua Fondazione per il contributo che i giovani ricercatori di eccellenza portano nello studio della sclerosi multipla e nel concretizzare il sogno di un mondo libero da essa. Il primo cittadino ha affermato:

Siamo profondamente orgogliosi che una valeggiana sia stata insignita di un riconoscimento così importante e sono onorato di averla ricevuta in municipio. A nome di tutti i valeggiani, l’ho ringraziata per il contributo che ha dato alla ricerca scientifica, in un momento così complesso”.

Sviluppo della piattaforma

Insieme alla dottoressa Cordioli condividono il premio le sue colleghe Lucia Moiola e Marta Radaelli, tutte neurologhe impiegate all’ASST Spedali Civili di Brescia, dall’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e dall’ ASST Papa Giovanni XIII di Bergamo e lavorano a contatto con i pazienti affetti da sclerosi multipla nei rispettivi centri clinici dedicati (quello bresciano si trova a Montichiari) portando avanti la ricerca clinica.

Nelle strutture in cui lavorano, durante la prima ondata dell’epidemia di Covid-19 ci sono stati il maggior numero di ricoverati rispetto ad altri ospedali presenti sul suolo nazionale. Queste tre professioniste hanno trovato comunque la forza per partecipare attivamente allo sviluppo della piattaforma internazionale per la raccolta di dati Covid-19 e sclerosi multipla (SM), il MuSC-19, nonostante le grandi difficoltà poste dalla pandemia.

Contingenza dell’emergenza sanitaria

Il premio che hanno vinto non prevede le candidature standard, i dottori vengono nominati da Aism e poi Fism premia annualmente persone che hanno dato un contributo alla ricerca e alla cura. Nel 2020 il premio è stato assegnato a chi si è impegnato a dare un contributo sulla contingenza dell’emergenza sanitaria. Le tre dottoresse hanno partecipato con grande coinvolgimento, sin dall’inizio, alla raccolta dati dei pazienti con sclerosi multipla contagiati dal  Coronavirus, per un’acquisizione e il monitoraggio degli eventi legati all’infezione e le interazioni con la terapia, oltre a gestire la mole di lavoro che è aumentata in maniera esponenziale, soprattutto in questi tre ospedali, dove lavorano le neurologhe.

Cosa è stato scoperto

E’ stato condotto uno studio analogo in America dove Covimd dove, sull’intero suolo sono stati raccolti i dati di 1400 pazienti, in Italia se ne contano 1000, perché i medici italiani hanno portato avanti un monitoraggio “a tappeto” per riuscire ad avere un quadro quanto più completo della situazione locale.
Ne è emerso che i pazienti con sclerosi multipla e infezione da coronavirus presenterebbero un decorso e una durata della malattia che pare sostanzialmente sovrapponibile a quello del resto della popolazione e avrebbero un rischio di decorso sfavorevole e di mortalità legato a problemi cardiovascolari, all’ipertensione, all’insufficienza renale e altre patologie correlate, esattamente come la popolazione. È stato scoperto anche che i pazienti trattati con alcune tipologie di farmaci immunodepressivi il decorso parrebbe più complicato e più prolungato. Questo ha dato modo alle neurologhe di valutare l’impiego di alcuni farmaci e la sospensione di altri, così come fornire indicazioni più chiare su cosa sia consigliato e cosa no devono fare le persone con sclerosi multipla per tutelarsi.

Lunga carriera

La dottoressa Cordioli è laurea in medicina e chirurgia e specializzata in neurologia. Nello specifico, da circa vent’anni, si occupa di diagnosi e cura delle malattie demielinizzanti e gestione della terapia delle malattie demielinizzanti con farmaci immunomodulanti, immunosoppressori e monoclonali. Durante la sua carriera, la dottoressa Cordioli, ha partecipazione a trials clinici di fase II e III su nuovi farmaci per la terapia della sclerosi multipla in qualità di evaluating phisician e di treating phisician. Partecipa a studi di neuroimmunologia, monitoraggio dell’efficacia biologica dei farmaci e delle modificazioni immunologiche indotte dalla terapia nella sclerosi multipla.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Curiosità