Di Atlanta 1996

Ladri nell'abitazione del campione Roberto di Donna, rubate le medaglie olimpiche

L'ex sportivo: "Il dispiacere è grande soprattutto perché hanno un valore inestimabile a livello affettivo"

Ladri nell'abitazione del campione Roberto di Donna, rubate le medaglie olimpiche
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Ieri, 6 marzo 2024, sono state rubate a Verona le medaglie olimpiche vinte da Roberto di Donna, il campione di tiro con la pistola alle Olimpiadi di Atlanta del 1996.

Rubate le medaglie olimpiche del campione Roberto di Donna

"Io ho sempre detto che le medaglie sono quelle che mi porto nel cuore. Non è il pezzo di ferro che ricorda le gesta sportive."

Queste le parole di Roberto di Donna, campione olimpico di tiro con la pistola alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, a cui sono state rubate ieri, 6 marzo 2024, le medaglie vinte.

Roberto di Donna, Campione olimpico di tiro con la pistola

 

La denuncia è stata effettuata questa mattina, 7 marzo 2024, a casa della mamma Rosa, in zona stadio a Verona.

La signora è stata fermata e raggirata al rientro dalla spesa da una donna e un uomo che, parlandole del figlio, l’hanno distratta per poi entrare assieme a lei in casa e rubarle tutti i preziosi. Anche le medaglie del suo Roberto.

"Un valore inestimabile a livello affettivo"

Di Donna, nato a Roma l'8 settembre 1968, si è sempre distinto per il suo gran talento nella pistola ad aria compressa e pistola libera, tanto da essere detentore di ben due record italiani.

Veronese d'adozione, ha partecipato a quattro Olimpiadi, ottenendo come miglior risultato un oro ed un bronzo ad Atlanta nel 1996. Ha rinunciato a partecipare alle olimpiadi di Atene nel 2004 a causa di un momento di crisi personale.

Il dispiacere è grande - continua il campione - soprattutto sapendo che poi non hanno un valore intrinseco come oggetti. Può essere che magari vengano gettate o vengano insomma date via per due soldi, quando in realtà hanno un valore inestimabile a livello affettivo."

Una storia che si ripete: un anno fa il furto alla campionessa Simeoni

Una storia che si ripete, quella del furto delle medaglie olimpiche, già avvenuta meno di un anno fa a casa di un'altra campionessa veronese questa volta del salto in alto, Sara simeoni.

I ladri si erano introdotti nella sua casa di Rivoli Veronese dove viveva con il marito e allenatore Erminio Azzaro ed il figlio Roberto.

L'avevano messa a soqquadro portando via medaglie, coppe ed altri trofei. Anche lei, al tempo, lanciò un appello:

"Significa anni di allenamenti, di sacrifici e rinunce, di scelte. Significa tutto".

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Sara Simeoni
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