Appuntamento

L’artista Andrea Bianconi conquista la vetta di Cima Carega e raccoglie fondi per la ricerca

Un evento che intende regalare concretamente più respiro ai malati di fibrosi cistica.

L’artista Andrea Bianconi conquista la vetta di Cima Carega e raccoglie fondi per la ricerca
Verona Città, 01 Luglio 2020 ore 15:02

Spedizione Cima Carega è la terza tappa del progetto “Sit Down To Have An Idea” di Andrea Bianconi.

La rinascita dopo il baratro

Dopo aver invaso gli spazi urbani di Bologna, quelli culturali del Teatro Duse, ora una di quelle poltrone d’artista conquista una vetta. La performance di Bianconi rappresenta un’impresa, oltre che una sfida: la rinascita dopo il baratro della pandemia: ora si risale andando incontro alla natura incontaminata che, da tempo, urla al mondo la necessità di vivere in armonia e nel rispetto del pianeta.

Aiuto alla FFC

I fondi raccolti saranno destinati alla Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC), da oltre vent’anni la prima realtà italiana per la ricerca sulla fibrosi cistica, la malattia genetica grave più diffusa nel nostro Paese.
“Spedizione Cima Carega” è l’ultima performance artistica di Andrea Bianconi. Il progetto, terzo atto di “Sit down to have an idea”, dopo Bologna Arte Fiera e l’esposizione al Teatro Duse di Bologna – nasce dal pensiero meditato durante il lockdown: la ricerca della libertà negata, ma tanto ambita, il desiderio di fuggire dalle quattro pareti di casa e andare su, su per poter ammirare il mondo dall’alto. Nei lunghi giorni in cui gran parte dell’umanità è stata costretta a rimanere isolata, Andrea Bianconi ha dato vita a una delle sue idee: portare l’arte in uno spazio sconfinato e da lì contaminarla nel più assoluto silenzio.

Protagonisti anche un gruppo di runner

Domenica 5 luglio 2020 questa idea si materializzerà e una delle poltrone del progetto “Sit down to have an idea” sarà portata in cima a una montagna, la vetta più alta delle piccole Dolomiti. Realizzata da Andrea Bianconi con la collaborazione di Casa Testori e Fondazione Coppola, “Spedizione Cima Carega” vede protagonisti, insieme all’artista, un gruppo di runner che, a turni di 10 minuti, porteranno in spalla la poltrona partendo dal Rifugio Revolto (1.336 metri) per arrivare alla Cima Carega a 2259 metri (con un dislivello di 1000 metri). La spedizione è possibile grazie alla collaborazione dei runner di Durona Team che ha ideato la Durona Trail, una gara estrema che dalla valle del Chiampo arriva alle piccole Dolomiti e il Parco Naturale della Lessinia, con un dislivello di 2800 metri.

Un paesaggio che unisce tre Regioni

Una montagna lontana da tutto, ma da dove si può ammirare un paesaggio che tocca tre diverse Regioni: Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. La poltrona diventerà un’installazione permanente: rimarrà per sempre sulla cima che abbraccia le tre regioni, a disposizione di quanti vorranno avventurarsi in un percorso libero fino alla vetta e godere da lì dello straordinario panorama seduti sulla poltrona d’artista. A prendersi cura dell’opera sarà il rifugio Fraccaroli gestito da oltre 50 anni dalla Famiglia Baschera. Punto di arrivo e di partenza per la maggior parte delle escursioni nella catena, il rifugio Mario Fraccaroli (2239 m) si trova poco sotto Cima Carega (2259 m) nel comune di Ala (provincia di Trento). Costruito nel 52, è circondato tutt’attorno da una panoramica terrazza che spazia su gran parte delle Alpi orientali, dalle Dolomiti e dalle Pale di San Martino alle Dolomiti di Brenta, fino a Venezia e al mare Adriatico nelle giornate eccezionalmente limpide. Visite e permanenza in rifugio saranno gestite nel rispetto delle misure di sicurezza previste dalle norme anti Covid-19.

Un sogno che si realizza

Il progetto, nella realtà, è un sogno che si realizza per Andrea Bianconi. Come scrive Giuseppe Frangi nel suo testo critico:

“È un paesaggio fisico che probabilmente è diventato anche paesaggio mentale: possiamo immaginare che nei sogni notturni di Bianconi bambino quella montagna sia stato teatro di chissà quali avventure. Dato che un artista poco o tanto resta sempre bambino, i sogni di Andrea oggi non sono molto diversi. E tra i sogni c’è stato forse anche quello di fare della montagna un prolungamento dei propri spazi abituali… Ora ha immaginato questo upgrade: portare in alto la poltrona come si trattasse di un rito celebrativo. Consegnarla allo spazio rarefatto della montagna perché la custodisca e lei, da lassù, possa irradiare l’aria sottostante con le sue emissioni generose e positive”.

L’arte unisce la ricerca

La nota sensibilità dell’artista si concretizza anche nella scelta di sostenere, attraverso questa impresa, la Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC) presieduta da Matteo Marzotto. Andrea Bianconi ha dichiarato:

“Per me è importante quando l’arte si unisce alla ricerca scientifica, entrambe parlano la stessa lingua, tra loro si crea un dialogo che può generare frutti e spunti per il futuro. Ho portato la poltrona sulla vetta, un luogo in cui l’arte interagisce sia con l’ambiente che con le diverse prospettive, e con l’ossigeno che è vita, anche per l’arte e per le idee. La mia intenzione con questo progetto è quella di dare, quindi, ossigeno e ho scelto la cima della montagna che ne è la massima rappresentazione. La fibrosi cistica è una malattia che toglie il respiro e che ha molte caratteristiche in comune con il Covid, dalla mascherina, al distanziamento fisico, alle difficoltà respiratorie. Il mio pensiero è andato a questi malati e ho sposato la loro causa. Questa spedizione è un progetto sull’uomo, una prospettiva libera sul mondo e sulle idee, che non è univoca ma molteplice. Credo che anche la ricerca così come l’arte si nutra di punti di vista e che entrambe mettano l’uomo al centro. La poltrona è stata pensata per sensibilizzare le persone, perché c’è bisogno di idee in tutti i campi, anche in quello della ricerca”.

Promuovere progetti avanzati

Il giorno della risalita alla Cima Carega saranno messe in vendita delle bandane d’autore realizzate da Bianconi con la scritta “Sit down to have an idea”, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione, onlus riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) con il ruolo di Agenzia Nazionale per la ricerca scientifica sulla fibrosi cistica, la malattia genetica grave più diffusa (7000 persone in Italia, 100.000 nel mondo) per cui ancora non esiste una cura risolutiva. La fibrosi cistica è una malattia multiorgano, ma è il danno ai polmoni che porta infine a non riuscire più a respirare. Quello che si sta vivendo oggi a causa del Covid – mascherine, distanziamento sociale e precauzioni igieniche – è la quotidianità di vita di un malato FC dalla nascita. La prima mission della Fondazione è quella di promuovere, selezionare e finanziare progetti avanzati di ricerca per migliorare la qualità e la durata della vita media dei malati e sconfiggere tale patologia; accanto alla ricerca, vi è inoltre la fondamentale opera di sensibilizzazione sulla malattia, che conta in Italia circa 2,5 milioni di portatori sani, spesso inconsapevoli di esserlo, che possono concepire figli affetti da fibrosi cistica. Finalità a cui il progetto di Andrea Bianconi contribuirà con questa iniziativa e con altre che verranno a seguire.

Il programma

L’appuntamento è previsto per domenica 5 luglio 2020 con partenza alle 8 dal Rifugio Revolto (1.336 metri). L’arrivo è previsto alle 11 a Cima Carega (2259 metri). La partecipazione è libera previa prenotazione al seguente indirizzo: eventi@mgvcommunication.it
L’installazione artistica rimarrà su Cima Carega per sempre, sarà visitabile liberamente. A prendersene cura sarà il Rifugio Fraccaroli.

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