Guardia di Finanza

Lavoro nero e sfruttamento della manodopera: sanzionati 106 datori di lavoro

Sono scattate le maxi-sanzioni nei confronti dei rispettivi datori di lavoro per un importo complessivo di circa 18mila euro.

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I finanzieri del Comando Provinciale di Verona, negli ultimi mesi hanno intensificato le attività di contrasto al lavoro nero e irregolare, fenomeni di illegalità che, oltre a incidere negativamente sulla condizione dei singoli lavoratori dal punto di vista del trattamento economico e previdenziale, amplificano i profili di rischio per la sicurezza degli stessi prestatori di lavoro e integrano una vera e propria forma di concorrenza sleale ai danni delle imprese osservanti delle leggi.

Lavoro nero e sfruttamento della manodopera

Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle scaligere hanno svolto diversi interventi nelle aree del territorio provinciale più interessate dalle operazioni di vendemmia finalizzati al contrasto del “lavoro nero” che, per la Guardia di Finanza, continua a rappresentare uno degli obiettivi prioritari.

Sono stati infatti eseguiti mirati controlli nei confronti di diverse realtà imprenditoriali di varia natura giuridica (soprattutto società cooperative e imprese individuali) operanti nel settore dell’agricoltura, nell’ambito dei quali i finanzieri hanno individuato braccianti impiegati irregolarmente nella raccolta dell’uva.

In particolare, i finanzieri del Gruppo di Verona e della Compagnia di Soave hanno identificato, presso aziende agricole operanti nel territorio della Valpolicella e dell’est veronese, 13 lavoratori impiegati completamente “in nero” e 3 lavoratori irregolari. Sono quindi scattate le maxi-sanzioni nei confronti dei rispettivi datori di lavoro per un importo complessivo di circa 18 mila euro. Contestualmente è stata avanzata al competente Ispettorato Territoriale del Lavoro la proposta di sospensione delle attività imprenditoriali (sanzione accessoria prevista dal D.L. n. 146 del 2021) poiché la manodopera “in nero” è risultata superiore del 10% a quella regolarmente impiegata.

L’attività di controllo economico del territorio da parte della Guardia di Finanza proseguirà per tutto il periodo vendemmiale proprio al fine di tutelare gli operatori del “distretto del vino” da simili condotte illecite che, oltre a integrare violazioni fiscali e previdenziali ai danni dell’Erario e degli stessi lavoratori, costituiscono una vera e propria forma di concorrenza sleale.

Dall’inizio dell’anno il dispositivo di contrasto attuato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza è stato orientato a individuare e sanzionare con decisione i datori di lavoro che hanno fatto ricorso a lavoratori in nero o irregolari. Infatti i 255 i controlli svolti nello specifico settore dalle Fiamme Gialle scaligere in vari comparti – dalla ristorazione (bar e ristoranti), alle attività di servizi per la persona (estetisti, parrucchieri), ai locali notturni e di intrattenimento e alle imprese di costruzioni – hanno portato all’individuazione di ben 328 persone impiegate in violazione della normativa sul lavoro, di cui 183 lavoratori completamente “in nero” e 145 lavoratori irregolari, e alla conseguente irrogazione di sanzioni nei confronti di 106 datori di lavoro, 4 dei quali denunciati alla locale Procura della Repubblica per l’impiego di 30 lavoratori vittime di caporalato e 5 deferiti per violazione delle norme sull’immigrazione poiché impiegavano cittadini stranieri privi del permesso di soggiorno.

Ammontano a oltre 40 le proposte di sospensione dell’attività imprenditoriale avanzate quest’anno all’Ispettorato Territoriale del lavoro dai reparti delle Fiamme Gialle.

Il fenomeno del lavoro nero e dello sfruttamento della manodopera, spesso connesso al tema della sicurezza sul lavoro, oltre a costituire un’insidiosa piaga per l’intero sistema economico poiché sottrae risorse all’erario, mina gli interessi degli stessi lavoratori e inquina irrimediabilmente la competizione imprenditoriale.

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