Cronaca

Legnago, è caccia all'assassino di Mario Piozzi

Indagini a tappeto dei Carabinieri che non escludono alcuna pista.

Legnago, è caccia all'assassino di Mario Piozzi
Cronaca Legnago e bassa, 24 Dicembre 2019 ore 17:13

Legnago, è caccia all'assassino di Mario Piozzi

E' caccia aperta all'assassino di Mario Piozzi.  Pochi per ora gli indizi per risalire all'identità del killer del proprietario della sala slot e videolottery 'Qui gioco' di Legnago, ritrovato domenica sera in una pozza di sangue all'interno del suo locale. A rinvenire il corpo dell'uomo Piozzi, poco meno di un'ora dopo l'aggressione, è stata la figlia della sua socia, che abiterebbe in un appartamento nella stessa palazzina. La ragazza ha chiamato la madre, la quale ha fatto intervenire i Carabinieri. Secondo una prima ricostruzione dei militari del Comando provinciale, l'omicida, a volto coperto, è entrato nel locale di via dei Caduti scassinando la porta sul retro. Un particolare che farebbe pensare che l'assassino conoscesse molto bene il luogo dell'omicidio.

La dinamica dell'omicidio

Varcata la porta sul retro il malvivente si è trovato di fronte il titolare ma anziché scappare lo ha affrontato colpendolo alla testa più volta con una spranga, che non è stata ancora rinvenuta. In seguito il rapinatore si è diretto alla cassa e si è impossessato del denaro che vi era custodito, circa 3000 euro, dandosi poi alla fuga. Poco utili per l'individuazione dell'assassino sembrerebbero essere, al momento, le telecamere di sicurezza della sala giochi, posizionate con angolature che non aiuterebbero il lavoro degli investigatori. Si stanno visionando anche le immagini raccolte dalle telecamere delle case vicine, dai cui frammenti si potrebbe comprendere di più sulla fuga dell'assassino.

La pista più seguita porterebbe ad uno dei frequentatori abituali del locale, una persona probabilmente conosciuta dalla vittima. Questo potrebbe spiegare la ferocia dell'omicida e il suo accanimento sulla vittima già a terra, anche dopo il primo colpo al capo. Tanta rabbia in relazione all'esiguità del bottino della rapina desterebbe parecchia perplessità.

I Carabinieri sottolineano che nulla nel passato di Piozzi mostrerebbe misteri. La sua sala giochi non era mai stata al centro di fatti di cronaca e il suo percorso professionale non celerebbe ombre.