Lo Sapio, il «Mario Merola» di Dossobuono

«Sono un cantante di giacca. Salgo sul palco sempre elegante in forma di rispetto per la storia della musica della mia terra»

Lo Sapio, il «Mario Merola» di Dossobuono
Cronaca 18 Settembre 2017 ore 13:10

«Sono un cantante di giacca. Salgo sul palco sempre elegante in forma di rispetto per la storia della musica della mia terra»

«Mi piace definirmi un cantante di giacca». Si presenta così Umberto Lo Sapio, 67 anni, 57 dei quali trascorsi a Dossobuono, dopo aver lasciato la natia Somma Vesuviana. Nella vita, seguendo il consiglio che gli diede il padre, «Con la musica divertiti, ma trovati un posto sicuro», è stato sottufficiale dell’Aeronautica militare, motivo per cui ha lasciato la provincia di Napoli, trasferito prima alla Nato di Verona e poi all’aeroporto di Villafranca. Ma la grande passione che non lo ha mai abbandonato, nata ben prima di entrare in aeronautica e proseguita ben oltre la pensione, è quella per il canto, e in particolare per la musica napoletana. Lo Sapio sale sul palco con compostezza e rigore, sebbene la musica sia la sua principale fonte di divertimento: «Sono un po’ bacchettone di carattere – spiega – ma il motivo principale è che ci tengo a dimostrare rispetto per la musica che porto sul palco, una tradizione che ha una storia importante».

Quello che è sempre stato un gioco, iniziato quando aveva 14 anni con il primo concorso di canto a Napoli, in cui partecipò al fianco di un giovane Giovanni Calone, quando ancora non era diventato Massimo Ranieri, è diventato un impegno più serio quando, prima di andare in pensione, Umberto ha deciso di iniziare a studiare solfeggio e canto alla scuola di Santa Cecilia di Verona, dove ha affinato la sua tecnica canora. «Negli anni mi sono sempre divertito a preparare nei dettagli dei brani da portare ai concorsi canori, ma sempre per divertimento, non l’ho mai sentito come una gara». Ha collezionato partecipazioni e premi in diverse manifestazioni locali, comeil «Giro di Corrida», due volte primo classificato, e il «Festival scaligero», terzo nel 2007, a Villafranca, oppureil «Cantafestival in tour», in cui è arrivato secondo nella finale del 2010 a Mozzecane. 

Al «Forette festival» ha collezionato diciotto partecipazioni, otto premi speciali della giuria, un terzo e un secondo posto e infine, quest’anno, il premio specialissimo «30esimo Forette festival» per la fedeltà e l’affetto dimostrato al concorso. Nel 2015 ha debuttato anche in televisione, partecipando alla trasmissione di Canale 5 «Tu si que vales». «Ho ottenuto tre voti positivi su quattro, perché Rudy Zerbi, uno dei giudici, non ha apprezzato la mia interpretazione di “Meraviglioso”, contestandomi per aver fatto un’imitazione di Modugno – racconta Lo Sapio – In realtà era stato proprio il regista nelle prove a suggerirmi di muovere le braccia e lanciare il cappello come faceva lui, ma ho comunque ottenuto un buon risultato, quindi non posso che esserne soddisfatto». L’anno dopo è arrivata un’altra grande soddisfazione, sicuramente la più emozionante: la vittoria del disco d’argento al concorso canoro per over 50 «Italia in…canto», dove ha interpretatoil brano «Zappatore», cavallo di battaglia di Mario Merola. «Il direttore artistico mi ricordava in continuazione che grande responsabilità fosse cantare al Teatro Mediterraneo di Napoli un brano così importante per la storia musicale della città. E’ stata un’emozione sconfinata tornare nella mia terra natale per un evento del genere».

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