Matilde rivive nel calendario dei compagni di classe

La terza L delle Cavalchini Moro ha dedicato 12 disegni all’amica portata via da una leucemia fulminante lo scorso ottobre.

Matilde rivive nel calendario dei compagni di classe
Villafranca, 06 Gennaio 2019 ore 12:44

«Era una ragazza cordiale, diligente e sempre disponibile. Era umile e altruista, metteva sempre gli altri al primo posto». La raccontano così i compagni della terza L della scuola media Cavalchini Moro. Aggettivi scelti con cura, che ricalcano il segno profondo che Matilde Mezzani, morta a 13 anni, ha lasciato nella scuola. Matilde, lo scorso 11 ottobre, è stata strappata nel giro di tre giorni da una leucemia fulminante all’affetto delle tante persone che le hanno voluto bene.

Una scomparsa improvvisa difficile da affrontare per i compagni di scuola

Un dolore improvviso di cui all’inizio è difficile persino capacitarsi, che ha sopraffatto tutti ed è stato difficile da affrontare anche per i compagni di scuola, che sono stati subito seguiti in classe con un sostegno psicologico. Ora, a
distanza di alcuni mesi, la classe di Matilde ha voluto ricordarla e ridare corpo alla sua straordinaria vitalità realizzando, grazie all’iniziativa della loro professoressa di arte Cristina Arena, un calendario dedicato a lei, il cui ricavato sarà donato ad Abeo (Associazione bambino emopatico oncologico).

Ogni mese dedicato a una delle tante passioni di Matilde

«I ragazzi hanno scelto di dedicare ogni mese a una delle tante passioni di Matilde - spiega la professoressa - Ognuno di loro ne ha rappresentata una, dalla recitazione allo scoutismo, dalla musica alle lingue straniere, colorando così
i dodici mesi con disegni realizzati con varie tecniche. E infine hanno pensato e scritto le righe di testo che introducono e presentano il calendario». E’ stato un lavoro che ha richiesto un mese e mezzo circa e che poi è stato messo in vendita nel mercatino natalizio della scuola, riuscendo a mettere in moto una mareggiata di emozioni.

"Una forma di terapia per i ragazzi"

Un tam tam fatto di ricordi e commozione ha permesso al lavoro dei ragazzi di raggiungere l’associazione commercianti e le altre scuole. «Per i ragazzi è stata anche una forma di terapia, per tirare fuori ciò che avevano dentro - conclude Arena - Per creare qualcosa di positivo da un’esperienza traumatica». Grazie al loro impegno la bellezza di Matilde oggi è tornata a riempire i cuori di molti.