Troppo poco spazio

Montagnoli (Lega) “Chiedo un tavolo di confronto per risolvere il problema degli ambulanti a Peschiera”

Al centro del dibattito c’è l’ordinanza del sindaco Orietta Gaiulli, che ha ridotto l'area del mercato al solo parcheggio di Porta Brescia per evitare assembramenti.

Montagnoli (Lega) “Chiedo un tavolo di confronto per risolvere il problema degli ambulanti a  Peschiera”
Garda, 25 Giugno 2020 ore 16:24

La protesta degli ambulanti a Peschiera del Garda approda in Regione.

Poco lo spazio

Con un’interrogazione il consigliere regionale della Lega, Alessandro Montagnoli ha chiesto alla giunta di intervenire per avviare un tavolo di confronto tra le parti. Al centro del dibattito c’è l’ordinanza del sindaco di Peschiera del Garda, Orietta Gaiulli, che ha ridotto l’area del mercato al solo parcheggio di Porta Brescia per evitare assembramenti. Alessandro Montagnoli ha spiegato:

“Il ridimensionamento, insieme a una nuova collocazione dei banchi, ha provocato una drastica riduzione delle postazioni. Gli ambulanti sono costretti a turnarsi e a lavorare due volte al mese. Delle 180 postazioni garantite nel periodo primavera-estate, adesso hanno il posto assicurato solo i 13 venditori di generi alimentari, mentre gli altri 167 devono alternarsi per occupare i 96 posti rimanenti. La Regione Veneto, con le linee guida approvate il 17 maggio dava ampio margine a soluzioni alternative. Inoltre la Direzione Industria Artigiano Commercio e Servizi della Regione Veneto, con una nota del 29 maggio rivolta ai Comuni, ha evidenziato che la soppressione di posteggi assegnati e occupati dai rispettivi titolari non è compatibile con l’obiettivo della ripresa e dello sviluppo economico”.

Proposte soluzioni alternative

Gli ambulanti hanno prospettato all’amministrazione comunale delle soluzioni alternative. A tal proposito Montagnoli ha spiegato:

Il mio invito è quello di arrivare ad una soluzione positiva. Faccio appello in tal senso alla giunta regionale e all’amministrazione comunale, perché si possa giungere ad un accordo ragionevole, che applichi veramente le linee guida regionali, come avvenuto in altri Comuni anche sul lago di Garda”.

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